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Meucci, il telefono e Firenze Antonio Meucci nacque a Firenze, nel popolo di San Frediano, il 13 aprile 1808. Duecento anni dopo la città lo ricorda come scienziato e soprattutto come l'uomo che scrisse una nuova pagina nel campo delle telecomunicazioni, con l'invenzione del telefono che gli fu a lungo contestata.
La casa natale è in via dei Serragli 44 e una lapide lo ricorda. Il giovane Antonio studiò all'Accademia di Belle Arti per sei anni. Durante l'occupazione francese in questo percorso scolastico erano state introdotte le materie chimica e meccanica (comprensiva, allora, di acustica ed elettrologia): conoscenze che saranno preziose per l'attività di Meucci scienziato.
Antonio Meucci entrò a lavorare come assistente del capo macchinista al Teatro della Pergola: in quest'occasione ideò e costruì il tubo acustico, un mezzo per comunicare fra il piano del palcoscenico e quello dei soffittisti, parecchi metri più su, sopra le quinte. Il tubo acustico è ancora esistente alla Pergola e viene ancora usato Nello storico teatro fiorentino Meucci incontrò anche la donna della sua vita, Ester Mochi, costumista, che lo seguì nella sua fuga dall'Italia a cui fu costretto per attività cospiratoria a favore dell'unità del paese nel 1835. La coppia si imbarcò a Livorno il 5 ottobre sul brigantino Coccodrillo e raggiunse L'Avana, isola di Cuba, due mesi dopo. Non fecero più ritorno in Italia. 
Durante alcuni esperimenti a L'Avana con l'elettrologia Meucci ebbe le prime intuizioni sulla trasmissione della voce umana tramite l'elettricità. I suoi esperimenti continuarono finchè nel 1850 la coppia si trasferisce negli Stati Uniti, a New York.
I risultati più importanti scaturirono dalla malattia della moglie Ester, resa invalida, per la quale Antonio realizza il primo vero e proprio collegamento telefonico mettendo in comunicazione il suo laboratorio con la camera da letto della moglie. Una cronica mancanza di fondi gli impedì di sostenere la propria attività e persino di brevettare la sua scoperta, il telettrofono. Questo lo portò ad una lunga battaglia con Alexander Bell, che rivendicava la scoperta, fra delusioni e sponsor mancati. Meucci morì nel 1889 prima che la causa fosse ridiscussa.
Soltanto l'Italia fra tutti i paesi del mondo non ha mai attibuito a Bell l'invenzione del telefono, e soltanto l' 11 giugno 2002 il congresso degli Stati Uniti ha ufficialmente e finalmente riconosciuto Antonio Meucci come primo inventore del telefono elettrico.
Per questo personaggio così importante e sfortunato è stato istituito un Comitato per le celebrazioni, che prevedono una serie di eventi fra aprile e maggio (il 13 aprile ricorre il bicentenario) e altri nella seconda parte del 2008, fino all'aprile 2009.
Il prossimo evento è una mostra al Teatro della Pergola, un viaggio nel magico mondo degli oggetti tecnici al servizio della scena. Dal 1830 a oggi, dalla macchina del vento alle pipe al licopodio, oltre ai trucchi e alle parrucche della storica ditta fiorentina Filistrucchi. Fulmini, telefoni e altre diavolerie è il titolo della mostra, che inaugura il 26 ottobre, fino al 31.
Il programma può essere consultato sul sito oppure scaricato come allegato eventi meucci 17.77 Kb |