
| Artisti e mercato: fra ribellione, conformismo e ironia |
|
Tutte rispecchiano la pluralità di atteggiamenti degli artisti verso il mondo e la sua sempre maggiore ingerenza in quello dell’arte. Un rapporto fra arte e denaro è sempre esistito: basti pensare al Rinascimento italiano e a come la ricchezza del committente influisse sul lavoro dell’artista; o ai numerosi quadri raffiguranti mercanti, banchieri e cambiavalute. Ma negli anni Ottanta del ‘900 s’è verificato un radicale cambiamento di prospettiva, col formarsi di un mercato dell’arte regolato dalla legge della domanda e dell’offerta. Prima il giudizio di critica e pubblico determinava la circolazione dell’opera, oggi pubblico e critica vedono e giudicano solo le opere che il mercato permette loro di vedere. Gli artisti, soprattutto i più giovani, si sentono costretti, per farsi notare, ad adottare la strategia della provocazione, del gesto clamoroso. Molti di loro collaborano con l’industria e sono abituati a far parte d’un sistema in cui l’arte è status symbol e collezionare opere non sempre significa comprenderle. Il loro stile attinge al linguaggio dei fumetti e della pubblicità. Ma non tutti vogliono stare al gioco. La mostra, in corso nei sotterranei di Palazzo Strozzi, propone un campionario d’atteggiamenti diversi: da una parte artisti affermati come Damien Hirst e Takashi Muratami, che possono ormai permettersi di manipolare loro stessi il mercato dell’arte; dall’altra Bethan Huws, lapidario nel presentare una lavagna in feltro su cui è scritto “Che senso ha offrirti ulteriori opere d’arte se non hai capito quelle che hai già”, e Michael Landy che distrugge rabbiosamente tutti i simboli del consumismo, inclusa la propria auto, nel documentario Break Down. Josh On sveste i panni dell’artista e realizza una mappa dei luoghi del potere e delle collusioni fra economia e politica, e Denis Darzaq, in un surreale gesto liberatorio, fotografa danzatori che si lanciano in movimenti acrobatici lungo i corridoi d’un supermercato. Sono esposte anche opere d’artisti italiani come Cesare Pietroiusti e Fabio Cifariello Ciardi.
Per ulteriori informazioni, consultare il sito www.palazzostrozzi.org cliccando sul menu La Strozzina. |
Ricerca eventi sul territorio fiorentino
| Ricerca testuale | Data Inizio | |||
| Tipologia | Data Fine | |||
| Comune | Per Bambini | |||





Arte, prezzo e valore è una mostra sul rapporto, non sempre facile, fra artisti contemporanei e mercato. Dal 14 novembre all’11 gennaio, al Centro di Cultura Contemporanea Strozzina di Firenze sono esposti pitture, video e installazioni.
“Un buon affare è la migliore opera d’arte”, diceva provocatoriamente Andy Warhol; ma Piroshka Dossi, della Strozzina, pone un interrogativo che riassume il senso di tutta la mostra: “L’obiettivo dell’economia è generare profitti, quello dell’arte è approfondire l’esperienza della nostra esistenza. La fusione fra economia e cultura è una fusione fra pari? Oppure ci troviamo di fronte all’acquisizione di un sistema di valori da parte di un altro?”





