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Una grande mostra monografica dedicata a Vincenzo Danti al Museo del Bargello di Firenze Nasce dal restauro del suo gruppo bronzeo più famoso la mostra fiorentina dedicata a Vincenzo Danti. L'autore delle statue che rappresentano la Decollazione di San Giovanni e che sormontano la Porta del Paradiso del Battistero di Firenze ha realizzato numerose altre sculture, la maggior parte delle quali è conservata al Museo del Bargello.
Il Danti infatti lavorò a lungo al servizio della famiglia Medici, accanto al Giambologna. La mostra raccoglie comunque opere sparse in vari musei del mondo e si presta come occasione di riflessione sull'opera di questa autore. Nato a Perugia nel 1530, Danti non fu allievo di Michelangelo in senso letterale ma operò nel suo mito, studiandone attentamente le forme stilistiche, facendone modelli normativi. Anche la grande statua bronzea di Giulio III fatta dal Danti fra il 1553 3 il 1555 si rifà al prototipo michelangiolesco della statua a Giulio II. Le opere in mostra provengono, oltre che da Firenze, da Kansas City (The Nelson-Atkins Museum of Art), da Washington DC (National Gallery of Art), da Londra (Victoria & Albert Museum), da Milano (Civiche Raccolte d’Arte e Castello Sforzesco, da Parigi (Musée Jacquemart-André). Le altre opere si trovano normalmente nei musei di Perugia.
La mostra I grandi bronzi del Battistero. L'arte di Vincenzo Danti discepolo di Michelangelo si svolge dal 16 aprile al 2 novembre al Museo Nazionale del Bargello. Aperta dalle 8,15 alle 18 tutti i giorni escluso il 2° e 4° lunedì del mese; giorno di chiusura: 1° maggio. Info: tel. 0552654321 oppure sul sito www.danti2008.it
Una grande mostra monografica dedicata a Vincenzo Danti al Museo del Bargello di Firenze Nasce dal restauro del suo gruppo bronzeo più famoso la mostra fiorentina dedicata a Vincenzo Danti. L'autore delle statue che rappresentano la Decollazione di San Giovanni e che sormontano la Porta del Paradiso del Battistero di Firenze ha realizzato numerose altre sculture, la maggior parte delle quali è conservata al Museo del Bargello. |