
| I Macchiaioli e la fotografia |
Con la mostra I Macchiaioli e la fotografia che è in corso al Museo Nazionale Alinari della Fotografia si conclude il ciclo di eventi Firenze per Fattori. È molto interessante il passaggio operato dagli artisti della macchia, che dal tradizionale pennello passarono all'innovativo obiettivo per riprodurre la realtà. Nella mostra, che si inserisce nel ciclo di celebrazioni per il centenario della morte del più famoso Macchiaiolo Giovanni Fattori, sono esposte circa 200 opere: fotografie, dipinti e raffronti iconografici. Le opere sono inserite in uno svolgimento in cinque capitoli, dai seguenti titoli: 1) Roma e la formazione di un codice visivo comune: i modelli fotografici per gli artisti; 2) Firenze e la cultura visiva dei Macchiaioli: modelli, luoghi e personaggi; 3) Banti, Cabianca, Signorini e la fotografia; 4) Un fotografo per i Macchiaioli; 5) La Marsiliana, luogo d’incontro tra pittura e fotografia. L'intento è quello di svelare le connessioni fra la capacità di cogliere chiaroscuri, luci, scene, proprie della fotografia, che diventa un linguaggio espressivo alternativo alla pittura, tanto che molti dei Macchaioli, come già accaduto in Francia con gli Impressionisti, furono fotografi. Fra i quadri esposti opere, oltre che di Fattori, di Signorini, Boldini, Banti, Cabianca e Gioli. “Le celebrazioni fattoriane”, dice il Presidente dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze Edoardo Speranza, “si completano con questa bella iniziativa che ci aiuta a capire meglio fenomeni artistici della seconda metà dell’Ottocento. Nel complesso, Firenze per Fattori ci ha fatto riflettere sulla tradizione figurativa del secolo XIX in Toscana e ci ha consentito di apprezzare un passato ricco di talenti e di suggestioni cromatiche con tutta la sua intatta capacità di suscitare emozioni”.
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