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L'Opificio delle Pietre Dure dal Granducato al Regno d'Italia

 

Giardiniera_da_sala_particolare La mostra Dagli splendori di corte al lusso borghese: l'Opificio delle Pietre Dure nell'Italia Unita si colloca fra le iniziative per i 150 anni dell'unità d'Italia, e ripercorre la storia, a partire dal 1861, della manifattura artistica, che per tre secoli era fiorita all' ombra della corte granducale di Toscana, diventando celebre in tutta Europa per le sue inimitabili creazioni in pietre dure.

Di fondazione medicea  l'antica Galleria dei Lavori dovette aprirsi a un nuovo corso e trasformarsi da laboratorio al sevizio esclusivo della corte a manifattura aperta a committenze di tipo privato.  Questo nuovo corso annoverò comunque “clienti” di alto rango come lo zar di Russia e Ludwig II di Baviera. Una parte della creazione di oggetti dell’Opificio delle Pietre Dure andò invece a una committenza borghese che amava parimenti gli squisiti intarsi del "commesso fiorentino".

In esposizione quindi piani di tavolo, cofanetti, sculture in pietre dure e oggetti di arredo, ancora oggi affascinano per lo splendore cromatico delle pietre rare, messe in opera con esperta sensibilità pittorica, ma anche per le invenzioni decorative aggiornate sul gusto artistico del tempo, delle arti applicate come della pittura e della scultura, esse pure rappresentate in mostra attraverso esempi che restituiscano il tessuto artistico entro il quale operava l'antico laboratorio, con la nuova denominazione di Opificio delle Pietre Dure.

A loro volta, le realizzazioni dell'Opificio furono il riferimento quasi obbligatorio per i laboratori privati cittadini di mosaico fiorentino, in ascesa all'epoca presso il pubblico e dei quali la mostra seleziona le produzioni più significative, alcune delle quali incontrarono il gusto di Vittorio Emanuele II, che le acquistò per la reggia di Palazzo Pitti.

La mostra è la prima dedicata all'ultima attività artistica dell'Opificio, che vanta una storia plurisecolare, orgogliosamente fedele alla sua grande tradizione.
Con il mutare dei tempi il commesso in pietre dure non volle né poté adeguarsi alle esigenze del mercato: da fine secolo, l'Opificio scelse di trasferire il suo tesoro di manualità e le innovative tecnologie introdotte in laboratorio, e documentate in mostra, alle nuove esigenze di conservazione del patrimonio artistico nazionale.


Dagli splendori di corte al lusso borghese: l’Opificio delle Pietre Dure nell’Italia Unita
Palazzo Pitti, Galleria d’Arte Moderna
17 maggio - 11 settembre
€ 13,00

Info: 055 294883 www.unannoadarte.it

 
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