
| Il negativo e la nuova cultura visiva |
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Oltre 110 opere originali, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, illustrano e documentano per la prima volta questo periodo poco conosciuto della storia della fotografia. Un approfondito e accurato studio scientifico della produzione calotipica svolta in Italia da autori sia italiani che stranieri esplora i principali generi sviluppati dai fotografi con la tecnica della calotipia e in particolare la fotografia d’architettura, di paesaggio, di opere d’arte e gli “studi pittorici”. William Henry Fox Talbot rese noto il primo procedimento negativo-positivo, vero antesignano della fotografia moderna, che permise di ottenere diverse immagini positive da un unico negativo, realizzato su carta. A differenza della pratica moderna, il procedimento di Talbot richiedeva un intervento diretto dell'autore nelle varie fasi di preparazione, un controllo costante nel processo di sviluppo, una conoscenza della chimica e una continua sperimentazione tecnica, che assicuravano alle immagini un carattere niente affatto meccanico, ma quasi magico. A causa dell'opacità e della granulosità della carta, usata come supporto sia per l'impressione dei negativi, sia per la stampa, la calotipia forniva immagini meno precise di quelle della dagherrotipia; tuttavia, proprio per la sua resa più aerea e pittorica, che la rendeva più adatta a restituire “...la ruvidità e la immensa varietà dei toni della natura...”, fu preferita da artisti e fotografi per i propri studi. Con l'evoluzione e i miglioramenti apportati alla tecnica, il negativo di carta fu poi utilizzato, in particolare, dai fotografi viaggiatori, anche per la notevole riduzione del peso dei materiali e la possibilità di prepararli alcuni mesi prima dell'uso.
Il percorso che si articola in quattro sezioni ed offre un esauriente panorama dei lavori realizzati in Italia da grandi autori come gli italiani Giacomo Caneva, Domenico Bresolin, Stefano Lecchi, Vero Veraci, gli inglesi John Brampton Philpot, George Wilson Bridges, Calvert Jones e James Graham, i francesi Eugène Piot, Frédéric Flachéron, Alfed-Nicolas Normand, Édouard Delessert, Gustave de Beaucourps e molti altri ancora che ci hanno lasciato con la tecnica della calotipia tra le più suggestive e poetiche opere della storia della fotografia. MNAF, piazza Santa Maria Novella 14 AR Orario: lunedì e giovedì 15-19, martedì 10-15, venerdì/sabato/domenica 10 –19, chiuso mercoledì.
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La mostra, prodotta da Paris Musées e dalla Fondazione Fratelli Alinari, si avvale della preziosa collaborazione dell’Atelier de Restauration et de Conservation des Photographies de la Ville de Paris e del Petit Palais, Musée des Beaux- Arts de la Ville da Paris.





