
| Ricordando la famiglia Einstein a Firenze |
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La famiglia Einstein fu trucidata a Troghi il 3 agosto 1944 dai nazisti; Robert scampò il massacro ma si suicidò, non reggendo la pena, l’anno dopo. Robert e Albert Einstein erano cugini di primo grado. La Germania nazista nutriva un’avversione particolare nei confronti dello scienziato tedesco, simbolo dell’opposizione antinazista ed ebraica emigrata in America e il massacro fu un modo per colpire Einstein negli affetti più vicini. La mostra espone molti documenti come il carteggio tra lo scienziato Albert e il cugino Robert, la corrispondenza di Albert con Benedetto Croce sul senso della guerra ( proveniente dalla Biblioteca Nazionale Centrale); la lettera in cui Robert Einstein annuncia il suicidio al fattore del Focardo; le foto d’epoca che narrano la vita alla Villa Il Focardo nelle campagne di Rignano sull’Arno; l’antifascismo nel Valdarno fiorentino. Intorno agli Einstein si creò un ambiente culturalmente e artisticamente molto raffinato e vivace. Le frequentazioni di artisti come Gino Severini e Giacomo Balla, di personalità come Alfredo Merlini e Francesco Berti, o di esponenti della cultura europea, allora in conflitto con il nazismo ed il fascismo imperanti, come la figlia di Thomas Mann, rendevano casa Einstein un punto di ritrovo caldo e accogliente per intellettuali e spiriti liberi. La seconda esposizione esprime invece un coté più privato, raccontando il nazi-fascismo vissuto con gli occhi di una bambina. Ottanta acquarelli di Lorenza Mazzetti, nipote di Robert Einstein e testimone e unica sopravvissuta - insieme alla sorella gemella Paola – della tragedia della famiglia Einstein nella Toscana del 1944. Deliziose le didascalie ai quadri: “Questo è il ritratto del cugino dello zio Robert e del fratello di Maja. Si chiama Albert Einstein. Vive in America e quando è lì fa lo scienziato e quando viene qui va in altalena”.
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Robert Einstein, cugino del più celebre Albert, viveva a Firenze con moglie e due figlie; aveva inoltre una casa in campagna, Il Focardo, a Troghi, nei pressi di Rignano sull'Arno.





