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Le mille forme del genio Dagli studi sul volo all’anatomia, dalla pittura all’ingegneria: il “multiforme ingegno” di Leonardo da Vinci trovò applicazione in campi così numerosi e diversi da farne il prototipo dell’homo universalis, concezione culturale di origine greco-romana, poi ripresa dalla cultura umanistica e rinascimentale, che identifica un intellettuale che eccelle in molteplici campi, pratici e teorici, artistici e scientifici.
È per rendere omaggio a Leonardo artista, scienziato e inventore che, a Vinci, sono stati creati due interessanti musei: il Museo Leonardiano e il Museo ideale Leonardo da Vinci. Il Museo Leonardiano, negli spazi della Palazzina Uzielli e Castello dei Conti Guidi, raccoglie macchine e modelli di Leonardo inventore, tecnologo, ingegnere, con precisi riferimenti agli schizzi e alle annotazioni dell'artista. Grazie alla ricostruzione di modelli ed esperimenti tratti dai manoscritti dell’epoca, reintrpretati seocnodo rigorosi studi storici e tecnici, il pubblico può vedere e toccare le invezioni di leonardo e avvicinarsi alla cultura scientifica del Rinascimento. Il complesso museale è affiancato dalla Biblioteca Leonardiana, validissimo centro di documentazione.
Negli spazi suggestivi della galleria sotterranea e delle antiche cantine del Castello di Vinci è ospitato invece il Museo ideale Leonardo da Vinci, un percorso a 360 gradi attraverso 128 punti tematici, dalla nascita alla morte di Leonardo, dall’arte alla tecnologia, dal territorio d’origine al suo sogno d’Oriente. Nell’ottica del genio universale e umanissimo, il Museo non presenta separatamente i temi della personalità e dell’opera di Leonardo, bensì un intreccio interdisciplinare e in molteplici direzioni, in una sorta di ipertesto museale (fra testimonianze e originali antichi, con ben 50 modelli ricostruiti – alcuni dei quali realmente funzionanti – dai progetti originali) che certamente sarebbe piaciuto al genio di Vinci. La Libera Achademia Leonardi Vinci, che intende offrire inedite opportunità di aggiornamento sugli studi leonardiani e incontri fra studiosi, ha trovato sede a Firenze presso l'ampliato Museo del Bigallo.
Restando a Firenze, la Galleria degli Uffizi conserva (oltre a numerosi disegni, schizzi e all’incompiuta Adorazione dei Magi) l’Annunciazione (da marzo a giugno 2007 esposta al Museo Nazionale di Tokyo nell’ambito della mostra “Il genio di Leonardo”) risalente al periodo di apprendistato presso la bottega del Verrocchio, 8 anni decisivi (1469-1477), durante i quali Leonardo apprese l’arte del disegno, l’uso della prospettiva e l’anatomia: competenze tecniche che sono alla base del cosiddetto “sfumato leonardesco”, una particolare tecnica di chiaroscuro dai risultati particolarmente suggestivi nella resa delle atmosfere pittoriche. E visitando il Salone dei Cinquecento (ai tempi di Leonardo “Sala del Maggior Consiglio” della Repubblica di Firenze) di Palazzo Vecchio, non si potrà fare a meno di fantasticare sull’affresco della Battaglia di Anghiari commissionato a Leonardo (in realtà realizzato con un’altra tecnica pittorica, l’encausto, più congeniale al suo metodo fatto di ripensamenti e tempi lunghi), probabilmente poi andato distrutto o comunque rimasto coperto dalle successive modifiche realizzate nella sala secondo il progetto di Giorgio Vasari.
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