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Vasari al servizio di Cosimo I

Palazzo VecchioUna città a misura di Granduca
Pittore, architetto e storico, autore delle famose “Vite degli artisti”, Giorgio Vasari (1511-1574) lavora per Cosimo I de’ Medici per circa venti anni e fino alla morte, come un vero artista di corte. Questo sia perché lavora incessantemente per la corte, sia perché la sua opera contiene continui riferimenti alla grandezza del duca: è in effetti uno strumento di potere consapevolmente usato da Cosimo. A Vasari, infatti, viene commissionata nel 1555 la ristrutturazione del Palazzo della Signoria che diventa per volere di Cosimo, Palazzo Ducale, cioè residenza della corte. Seguendo la politica medicea, l’operazione compiuta da Vasari rispetta e mantiene le “mura maternali”, cioè l’esterno medioevale della costruzione di Arnolfo, ma ne cambia in modo sostanziale l’interno creando una serie di quartieri, tra i quali alcuni dedicati specificatamente a Cosimo e alla moglie Piazzale degli UffiziEleonora. In tutti, le sale sono riccamente affrescate con soggetti che elogiano le virtù dei due coniugi e in particolare del Granduca. Nel Salone dei Cinquecento, che già aveva ospitato il Consiglio della Repubblica fiorentina (1494 - 1512), Vasari dipinge enormi affreschi rappresentanti le vittorie militari di Cosimo sulle altre città della Toscana. Sul soffitto, Cosimo è raffigurato tra putti festanti in cielo mentre viene incoronato da Flora (Firenze): è l’Apoteosi di Cosimo e la raffigurazione del suo potere assoluto. Ma oltre alla bellezza degli interni del Palazzo Vecchio, il segno del potere di Cosimo si vede anche nella stessa Piazza della Signoria, dove Vasari ha costruito i nuovi Uffizi (1560), cioè la sede della amministrazione granducale. Il progetto degli “uffici” prevede un’insolita pianta a U che si allunga da Piazza della Signoria fino all’Arno, creando così una strada pubblica che si apre sul fiume con un porticato a serliana. Al piano terra, l’edificio Corridoio Vasarianopresenta una loggia – soluzione insolita per Firenze – che arricchisce la dimensione della strada ed è a sua volta arricchita dalla presenza di nicchie con statue. Il complesso ha una forte connotazione urbanistica: si crea una strada pubblica, che però è strettamente legata al privato del duca. L’elemento del privato è rafforzato dalla presenza del famoso e suggestivo corridoio vasariano (1565), una struttura che collega il Palazzo Vecchio al nuovo palazzo, il Palazzo dei Pitti, acquistato da Cosimo e Eleonora per farne la nuova reggia, e che si trova Oltrarno. Il passaggio privato della corte attraversa Ponte Vecchio, la Chiesa di Santa Felicita ed è ancora oggi visibile nei tratti di collegamento tra gli edifici, mantenendo l’atmosfera raffinata ed esclusiva di chi può permettersi di camminare a diversi metri di altezza.

 
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