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L'Oltrarno e l'artigianato artistico |
La parte della città di Firenze collocata sulla riva sinistra del fiume è chiamata Oltrarno. Il visitatore più attento non dovrebbe perdersi un giro a piedi in questo quartiere popolare e autentico.
Una porzione di città storica altrettanto antica e ricca di capolavori della più conosciuta riva destra, un vero cuore ancora pulsante di vita, abitato e vissuto da tanti fiorentini.
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In Italia ci sono molte Città della ceramica, una di queste si trova vicino a Firenze e si chiama Montelupo Fiorentino.
La lavorazione della maiolica nel territorio di Montelupo, città posta sulla riva dell'Arno e quindi ricca di materia prima, l'argilla, è attestata fin dal Medioevo.
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Paglia, vimini, salici e una grandissima abilità: la tradizione sopravvive in una nicchia ristretta di artigiani Un'arte ormai quasi completamente dimenticata, quella della cesteria e dell'impagliatura, ma che fino a cinquanta anni fa costituiva una delle attività quotidiane della maggior parte delle famiglie contadine.
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La produzione artigianale a Firenze è sempre andata di pari passo con quella artistica. L'esempio più evidente che dimostra questa collaborazione secolare, con spunti reciproci che arricchiscono entrambi gli ambiti, è rappresentato senz'altro dall'arte orafa.
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Scarperia è una cittadina del Mugello che ha una lunga tradizione artigianale nella produzione dei ferri taglienti. Già al momento di fondazione di Scarperia, avvenuta nel 1299 per volontà del Comune di Firenze, la lavorazione del ferro era diffusa nella zona; tuttavia un vero e proprio Statuto dei Coltellinai risale al XV secolo.
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La scagliola, meraviglie della “pietra di luna“ |
Nata come imitazione del marmo, la scagliola è diventata un'arte, che in pochi oggi conoscono.
Un minerale, la selenite, passione per la tecnica dell'intarsio e molta pazienza: sono gli ingredienti dell'antica arte della scagliola, detta anche meschia, decorazione pregiata e di grande qualità, tornata a far parte dell'artigianato fiorentino negli ultimi cinquant'anni.
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La lavorazione della pietra serena |
Filippo Brunelleschi fu il primo architetto a fare largo uso del materiale grigio-azzurro denominato pietra serena. Colonne, cornici, archi, portali, un utilizzo sia in interno che in esterno, che su diffuse sempre più e che veniva a contrapporsi alla pietra forte, fino ad allora ampiamente utilizzata nella città di Firenze.
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Sesto Fiorentino è una città della ceramica, legata al nome della manifattura del conte Ginori, ora Richard Ginori, arrivata al successo mondiale Arriva da un passato molto lontano la storia della produzione delle ceramiche sestesi.Infatti già alla fine del V e IV millennio a.C., durante la cosiddetta età del rame, esistevano delle ceramiche a linee incise e a bocca quadrata, come confermano i ritrovamenti archeologici recenti intorno a Sesto Fiorentino.
La fase più importante nella storia della ceramica di Sesto, però, si ha intorno alla metà del diciottesimo secolo, quando viene fondata la manifattura Ginori, che prende il nome dall'omonimo marchese.
Un'intuizione, quella del nobile toscano, che si è rivelata felice e prolifica: la sua azienda infatti è cresciuta moltissimo producendo vasellame pregiato in finissima porcellana, maioliche che si rifacevano a modelli cinquecenteschi, stoviglie d'uso fino ad arrivare ai prodotti per l'industria.
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Empoli e il suo circondario sono una realtà importantissima nel campo della produzione vetraria in Italia. Le varie fasi della lavorazione sono attività di rilevanza economica, che coinvolgono numerose aziende da piccole a grandi presenti in quest'area. Un'attività che prosegue un'antica tradizione, iniziata come complementare alla produzione vinicola.
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La terracotta più famosa al mondo è quella di Impruneta, un'antica cittadina a sud di Firenze. Si ottiene lavorando l'argilla con particolari tecniche e cuocendola poi in fornace. La materia prima ha in questa zona caratteristiche particolari: è scistosa, molto ricca di ferro, molto malleabile e allo stesso tempo elastica e resistente.
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Pitti anima la scena cittadina |
Pitti Immagine, con i suoi saloni che si tengono due volte l'anno, in gennaio e in giugno/luglio, anima completamente la scena di Firenze sia per il business che per gli eventi mondani.
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C'era un tempo in cui le donne si armavano di ago, filo e tanta pazienza, per cucire e ricamare: per lavoro, per il corredo o per le necessità della casa; a Firenze la tradizione del ricamo non è scomparsa e sopravvive ancora nelle piccole botteghe, conosciute ormai in tutto il mondo.
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Dici Firenze e ti viene in mente un oggetto in pelle. Questa lavorazione è infatti un elemento che contraddistingue lo shopping nella nostra città, con marchi che da qui sono partiti e hanno conquistato tutto il mondo.
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La tecnica del commesso in pietre dure è molto antica e molto complessa. Conosciuta anche come mosaico fiorentino, quest'arte fu incentivata nella Firenze cinquecentesca dalla famiglia Medici e fu perfezionata nel corso dei secoli grazie all'istituzione, nel 1588, dell'Opificio delle Pietre Dure.
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