
| Il ricamo fiorentino |
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La storia dell'artigianato femminile fiorentino inizia con una decisione presa dal Granduca Pietro Leopoldo, che nel Settecento decise di trasformare i conventi femminili in educandati, dove venivano insegnati arti e mestieri. E questa storia inizia proprio con l'arte del ricamo: fino ad allora, a parte le suore che lavoravano nel chiuso dei conventi, erano gli uomini che si dedicavano a questo tipo di mestiere. Dopo la decisione del Granduca, non ci fu scuola femminile dove non si imparasse l'arte del ricamo e della tessitura. Con una storia che comunque deriva direttamente dal medioevo, le artiste del ricamo tramandano il loro sapere di generazione in generazione, trasformando un lavoro in una tradizione quasi familiare. E anche se i tempi cambiano e i mestieri spariscono, Firenze rimane una delle città che meglio conserva la tradizione artigianale che da sempre crea finissimi capolavori: lingerie, biancheria da giorno e da notte, tessuti preziosi e pizzi raffinati, rifiniture ad arte e ricami. Ma non è tutto: la biancheria fiorentina è entrata ormai a far parte dei palazzi di mezzo mondo, apprezzata da tutti, nei castelli e nelle famiglie reali o nelle ville di personaggi famosi, diventando uno dei fiori all'occhiello dell'artigianato cittadino.
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La tradizione fiorentina del ricamo è insomma fatta di piccole realtà, botteghe ancora vive nelle vie del centro con anni e anni di tradizioni alle spalle, con ricamatrici professioniste che custodiscono la loro arte segretamente.








