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L'arte orafa

oreficeLa produzione artigianale a Firenze è sempre andata di pari passo con quella artistica.

L'esempio più evidente che dimostra questa collaborazione secolare, con spunti reciproci che arricchiscono entrambi gli ambiti, è rappresentato senz'altro dall'arte orafa.
Sul Ponte Vecchio si fonde, si incide e si cesella dal 1593, anno in cui Ferdinando I dei Medici decreta il trasferimento delle botteghe di orafi, argentieri e gioiellieri dalla zona del Mercato Nuovo di San Lorenzo al Ponte Vecchio.
A partire dall fine del Cinquecento gli argentieri fiorentini si distinsero in due filoni di manufatti: da una parte el botteghe granducali, la cui produzione - legata soprattutto alle continue commissioni della corte- rimase fastosa, aperta alle influenze straniere, sperimentale e raffinatsissima; dall'altra i laboratori di Ponte Vecchio, con una produzione più tradizionale, rivolta a soddisfare un'utenza più comune e le esigenze della nascente borghesia. Nonostante i periodi di crisi gli artigiani sono ancora lì, sul ponte e nelle strade limitrofe, al lavoro in tanti piccoli laboratori dove si lavora ancora a mano secondo antiche tecniche per produrre preziosi d'ogni genere e d'ogni stile, inclusi i grandi capolavori d'argenteria a cesello e a ciappola.

 
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