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L'arte per le nozze

Come era la vita coniugale nel Rinascimento, come si svolgevano i ruoili all'interno della coppia e soprattutto cosa si doveva fare per essere considerati virtuosi? A questi interrogativi danno delle risposte le due sedi della mostra Virtù d'amore, con doppia sede a Firenze nei Musei Horne e Galleria dell'Accademia.

paridetondoAttraverso l’esposizione di oltre 40 pregevoli tavole del Quattrocento provenienti da prestigiosi musei esteri ed italiani, si rievoca  la vita coniugale nel Rinascimento.

Queste tavole dipinte erano nate come parti di sontuosi arredi – cassoni, spalliere, letti – delle case fiorentine dell'epoca e in esse si celebrano il matrimonio e la stirpe, le virtù civiche e coniugali; commissionate in occasione delle nozze, erano destinate ad arredare soprattutto la camera degli sposi, fulcro della vita coniugale privata e pubblica.

La pittura da camera aveva la fondamentale funzione di trasmettere, attraverso le storie rappresentate, messaggi di monito e incitamento verso una condotta ritenuta esemplare per la coppia; tale aspetto, che la mostra mira a portare alla luce, ci aiuta oggi a mettere a fuoco un punto cardine della civiltà fiorentina de lQuattrocento: le virtù d’amore dovevano sottostare a leggi non legate ai sentimenti, ma piuttosto inerenti la compagine sociale.

 La mostra, prende spunto dal cosiddetto Cassone Adimari, custodito presso la Galleria dell'Accademia di Firenze, che fu dipinto dallo Scheggia, fratello di Masaccio.I cassoni erano destinati ad essere addossati al muro per cui presentano solo tre pareti dipinte; rarissimi sono i cassoni interi giunti fino a noi: in questa mostra si può ammirare quello raffigurante il Palio di San Giovanni, dipinto da Giovanni Toscani, del Museo Nazionale del Bargello; altri si conservano al Museo Horne, dove è allestita la sezione della mostra con opere provenienti da collezioni private. Non si deve dimenticare che il matrimonio, significava anche e soprattutto dare vita
ad una nuova progenie e perpetuare la famiglia.

Per  questo l’ultima sezione della mostra è dedicata all’orgoglio della casata, che si afferma attraverso storie che narrano della fondazione di stirpi celebri come quella di Enea e di David, o seguendo i testi del Petrarca celebrano i Trionfi di Fama, Tempo ed Eternità. Tali immagini potevano essere dipinte anche sui deschi da parto, tavole di medio formato circolari o poligonali dipinte su entrambe i lati, nati probabilmente come vassoi per recare il pasto rifocillante alla puerpera dopo il parto, essi divennero ben presto doni
propiziatori per una discendenza forte e sana e per scongiurare i pericoli connessi col travaglio e la nascita, finendo poi appesi alle pareti della camera. Fra tutti, spicca quello col Trionfo della Fama, dipinto dallo Scheggia e oggi conservato al Metropolitan Museum di New York, appartenuto a Lorenzo il Magnifico e realizzato in occasione della sua nascita nel 1448.


Virtù d'amore. Pittura nuziale nel Quattrocento fiorentino
Galleria dell'Accademia
Museo Horne
8 giugno - 12 dicembre

Orario: Accademia 8.15 - 18.50
Horne 9-13
info 055 294883

www.unannoadarte.it

 

 
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