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Sette tappe in giro per Firenze alla ricerca delle scene pasquali interpretate dai più grandi artisti.
Partiamo da un'Ultima Cena; siamo appena fuori dal centro storico, in via di San Salvi, in un ex convento dove, tra altre notevoli opere, il bellissimo affresco dell’Ultima Cena (1526-27) di Andrea del Sarto illumina una delle pareti dell’antico refettorio.
Secondo la leggenda, perfino le truppe che fecero irruzione nell’assedio del 1530 si fermarono davanti a tanta bellezza e non osarono danneggiare il capolavoro di Andrea del Sarto, "pittore senza errori". Firenze è ricca di cenacoli, ai quali il nostro sito dedica uno speciale itinerario.
Ma se non avete tempo per visitare altre opere celebri in città che raffigurano l’ultima cena, potete proseguire con la visita alla Passione del Beato Angelico, nella sala dell'Ospizio del Museo di San Marco, che raccoglie anche altre opere dell’artista come la più nota Crocifissione.
Nella Chiesa di Santa Maria Maddalena dei Pazzi, in Borgo Pinti, possiamo visitare invece la Crocifissione del Perugino: sfruttando la struttura preesistente a tre navate, il pittore ha costruito un paesaggio diviso in tre scene, che pone al centro Cristo in croce adorato dalla Maddalena penitente, a sinistra la Madonna e San Bernardo e a destra San Giovanni Evangelista e San Benedetto.
Spostiamoci ora nei pressi del Ponte Vecchio: sulla piccola piazza di Santa Felicita si affaccia la chiesa omonima, una delle più antiche della città. All’interno potremo ammirare, nella cappella progettata dal Brunelleschi, la splendida Deposizione del Pontormo. Il Trasposto di Cristo al sepolcro (questo il titolo esatto), capolavoro del manierismo, spicca per i colori accesi e le intense emozioni impresse sui volti dei personaggi.
Quinta tappa del nostro itinerario sarà la sublime Pietà di Michelangelo, conservata al Museo dell'Opera del Duomo. A differenza della più celebre Pietà giovanile di San Pietro in Vaticano a Roma, quest’opera esprime tutta la sofferenza umana e religiosa dell’artista giunto ormai alla vecchiaia, come emerge dalla grande figura maschile (Giuseppe di Arimatea o Nicodemo) che sovrasta l’opera e pare essere un autoritratto dello stesso Michelangelo.
Insoddisfatto dell’opera, il Buonarroti la fece a pezzi, per poi pentirsi e contribuire al suo restauro.
Nella chiesa della Santissima Annunziata potremo ammirare la Resurrezione di Cristo del Bronzino (1548-1552); il Cristo risorto è attorniato dai corpi delle guardie a terra e dagli angeli che spingono via la pietra dal sepolcro.
Concludiamo questo itinerario “pasquale” nel centro religioso della città e precisamente nel Battistero di San Giovanni. Nella volta impreziosita di mosaici spicca la figura di Cristo in Gloria, attribuibile a Coppo di Marcovaldo, al centro di una ricchissima e variopinta iconografia che, tra angeli, diavoli, santi e peccatori, raffigura il Giudizio Universale. |