
| Non solo David, le statue più belle e famose |
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In un itinerario tra le statue più famose (e più belle di Firenze) il punto di partenza non può che essere Piazza della Signoria, il centro politico del comune, della tirannide, della Porre una statua nella piazza centrale del potere politico voleva dire anche inviare un messaggio ai cittadini e ai forestieri, indicare chi era il potente di turno e di quali valori era portatore. Non a caso una dei primi gruppi statuari posti sotto il palazzo della Signoria fu Giuditta e Oloferne di Donatello, commissionato dai Medici per il palazzo di via Larga (l’attuale palazzo Medici-Riccardi di Via Cavour), ma collocato in piazza in seguito alla cacciata dei Medici da Firenze a simboleggiare la vittoria della libertà sulla tirannide. Da lì, la Giuditta fu spostata solo quando nel 1504, la statua del David di Michelangelo, commissionata per il Duomo, fu ritenuta talmente grandiosa da meritare il posto in piazza e rappresentare una volta di più la lotta per la libertà. Al ritorno dei Medici, fu il temerario Benvenuto Cellini a proporre a Cosimo di realizzare una statua degna di competere con i capolavori del passato “in su quella sua bella piazza”. La scelta di Cosimo cadde sul tema di Perseo, che Cellini portò a termine in circa 10 anni (1545-1554), affrontando notevoli difficoltà tecniche. Il risultato è un capolavoro del manierismo per la raffinatezza e la leggerezza della grande figura che tiene in mano la testa di Medusa, come monito minaccioso per gli avversari di Cosimo.
Ma per ammirare gli altri capolavori della statuaria occorre immergersi nei musei: non solo alla Galleria dell’Accademia, dove è conservato il David in versione originale e gli stupendi gruppi de I Prigioni ma nel museo di Palazzo Vecchio, dove si trova la Giuditta di Donatello; al Bargello, dove si possono ammirare le versioni di Davide che hanno realizzato Donatello e Verrocchio, il gusto dell’antico nella figura di Bacco di Michelangelo, e la leggerezza e l’eleganza del Mercurio di Giambologna. |





repubblica e infine del granducato, che si è arricchito nel corso dei secoli di numerose statue e gruppi scultorei che hanno decorato ma anche riempito di significati gli spazi del Palazzo della Signoria e della Loggia dei Lanzi.
La statua sotto la Loggia dei Lanzi è stata poi affiancata da altri capolavori, primo fra tutti il Ratto delle Sabine (1583) di 






