Quando si parla di vino toscano o fiorentino si pensa subito al "Chianti", ma forse è bene fare un po' di chiarezza su questo termine.
Chianti è un'area geografica che si estende tra la provincia di Firenze e quella di Siena e comprende 8 comuni: Barberino Val d'Elsa, Greve in Chianti, San Casciano e Tavarnelle in Val di Pesa nella provincia di Firenze; Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Gaiole e Radda in Chianti, nella provincia di Siena.
Rinomato in tutto il mondo per la produzione del suo ottimo vino, il paesaggio del Chianti è caratterizzato dal continuo alternarsi di vallate e dolci colline coperte di vigneti e olivi ma anche di poggi aspri e solitari, ricoperti da querce, cipressi e pini. L'intera area è costellata di borghi d'origine antica, pievi e badie, castelli e rocche, casolari e ville-fattorie.
Il territorio degli otto comuni del Chianti coincide in gran parte, ma non esattamente, con l’area di produzione del Chianti Classico, delimitata già nel 1932 da un decreto ministeriale.
Il Chianti è comunque da sempre associato al vino toscano per antonomasia, che ancora oggi mantiene alto nel mondo il prestigio dell’enologia italiana. Il riconoscimento della DOC (Denominazione di origine Controllata) risale al 1967, nel successivo anno 1984 è stata istituita anche la DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita).
In provincia di Firenze la denominazione Chianti si arricchisce della specificazione “Superiore” nonché delle seguenti sottozone: Colli Fiorentini,Rufina, Montalbano e Montespertoli.
Il Gallo Nero Il gallo nero, simbolo del Chianti Classico, è legato a una disputa di epoca medievale fra le antiche repubbliche di Firenze e Siena, sempre in guerra fra loro. È un dato storico che il Gallo Nero è il simbolo della pace raggiunta tra le due repubbliche toscane. Si narra che nell’anno 1208 fra fiorentini e senesi fu raggiunto un accordo per stabilire i confini dei territori delle due città: una mattina al canto del gallo due cavalieri sarebbero partiti rispettivamente da Firenze e Siena, avrebbero fatto una bella galoppata e nel punto in cui si fossero incontrati, sarebbero stati fissati i confini. Si racconta però che i fiorentini, con l’inganno, arrivarono più lontani dei Senesi perché impiegarono come sveglia un gallo nero affamato, cosicché il pennuto cantò un po’ prima dell’alba e il cavaliere fiorentino, con quel vantaggio, arrivò fino a Fonterutoli.
Vinsanto del Chianti Il Vinsanto del Chianti ha ottenuto la DOC nell’agosto del 1997. È un vino particolare con storia millenaria alle spalla e origini che risalgono al Medioevo. Era un vino usato per la Santa Messa, ma era considerato anche una bevanda miracolosa per gli ammalati che lo bevevano. Un classico dessert è costituito dai cantuccini (biscotti secchi con le mandorle) tuffati nel vinsanto.
E oltre al Chianti...
Nella provincia di Firenze troviamo altre produzioni DOC e IGT (Indicazione Geografica Tipica): Bianco dell'Empolese (DOC) prodotto con uve provenienti dai comuni di Empoli, Cerreto Guidi, Fucecchio, Vinci, Capraia e Limite, Montelupo Fiorentino. La denominazione, oltre al tipo bianco, prevede anche il Vinsanto. Colli dell'Etruria Centrale, DOC istituita nel 1990 che prevede diverse tipologie di vini: rosso, rosato, bianco, novello, Vinsanto e Vinsanto Occhio di Pernice. La zona di produzione coincide con quella della DOCG Chianti, della quale i Colli dell’Etruria Centrale si pongono anche con le denominazioni di affiancamento. Pomino (DOC) viene prodotto in una zona ristretta e comprende parte del territorio del comune di Rufina in provincia di Firenze. La sua particolarità è nella presenza di vitigni francesi importati a partire della seconda metà dell’Ottocento, che hanno trovato un microclima ideale grazie anche alle altitudini elevate (500-800 m). Per saperne di più: www.chiantirufina.com Alta Valle del Greve (IGT), vino prodotto nel cuore del territorio del Chianti classico, per l’esattezza nella parte alta del fiume Greve. Le tipologie ammesse sono tre, bianco e rosso (anche novello) e rosato. Colli della Toscana Centrale (IGT) viene prodotto nel territorio centrale della Toscana, tra le province di Arezzo, Firenze, Pistoia e Siena. Attorno a questa denominazione va registrata, agli inizi degli Anni Ottanta, la nascita di vini innovativi come il Galestro, nato dopo una ricerca di mercato come vino bianco per l’estate. Novelli di Toscana (IGT) La Toscana è al secondo posto in Italia dopo il Veneto (7 milioni di bottiglie) per la produzione di Novello . Ad aprire la strada dei novelli fu Antinori nel ’78, da allora tra i novelli igt toscani si trovano oggi numerose etichette. Esce ogni anno ai primi di novembre, piace molto ai giovani (che lo abbinano volentieri alla pizza, ai formaggi non troppo stagionati e alle castagne) e alle donne. Il Novello va bevuto, secondo gli esperti, entro dicembre; insomma non va fatto invecchiare. Toscano o Toscana è una produzione IGT riconosciuta nel 1995. Viene prodotta nell’intero territorio delle province di Arezzo, Firenze, Grosseto, Lucca, Massa Carrara, Pisa, Pistoia, Prato e Siena. Per saperne di più: www.galestro.org
APT Firenze in collaborazione con l'Assessorato all'Agricoltura della Provincia di Firenze ha pubblicato una brochure dal titolo Piccola guida al vino che spiega le varie produzioni vinicole sul territorio. Si tratta di una pubblicazione gratuita che puoi richiedere all'ufficio informazioni turistiche di via Cavour 1r oppure consultare online su questo sito.
(testo tratto da "Vino a Firenze" a cura della CCIAA Firenze)