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Il Museo Egizio di Firenze è il secondo museo più importante in Italia dopo quello di Torino ed è ubicato all'interno del Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

Il museo vanta una raccolta di oggetti collezionati a partire dal '700: il primo oggetto verificato è la Statua di Phtamose, gran sacerdote di Ptah a Menfi durante il regno del faraone Amenofi III (1387-1350 a c XVIII din.), sicuramente approdato a Firenze nella prima metà del '700.
Fu di enorme importanza il contributo di Leopoldo II di Lorena (1824-1859), che oltre ad aver acquistato la collezione di Giuseppe Nizzoli e del medico senese Alessandro Ricci, fu uno dei finanziatori dell'importantissima Spedizione Franco-Toscana in Egitto (1828) condotta da Jean François Champollion (in qualità di decifratore di geroglifici) e Ippolito Rossellini: essi riportarono un tesoro di annotazioni, scoperte ed oggetti e per questo esso rappresenta ad oggi il viaggio che è alle origini di tutto quanto oggi sappiamo su questa civiltà.

Ma fu con Ernesto Schiapparelli che il Museo Egizio di Firenze ebbe una svolta, in quanto fu arricchito di numerose opere fra le quali i Grandi Sacerdoti di Amon (XXI-XXII din.). Schiapparelli progettò la nuova struttura del museo, decorando le sale di geroglifici e di un soffitto stellato in stile egizio, soprattutto in onore della visita di Umberto I di Savoia e della regina Margherita in occasione dell'inaugurazione nel 1883.

Le operemuseo egizio

Fra le opere più importanti troviamo la Statua di Iside, che fu rinvenuta a Firenze nel 1785 durante uno scavo per la fondazione di un edificio: la ragione di questo ritrovamento è da attribuirsi probabilmente ad un seguace del culto isiaco di epoca Romana.
Il Calice in fayence azzurra, proveniente da Saqqara, rappresenta probabilmente un fiore di Loto che si sta schiudendo ed è unico, assieme soltanto ad un altro esemplare, in tutto il mondo.
Anche il Corredo di Tjesraperet (690-664 aC, XXV din) ed il ritratto del Fayum (IV sec dC) sono due importantissimi oggetti risalenti alla Spedizione Franco-Toscana del XIX secolo.
La Stele Funeraria proveniente da Tebe (2065-1994 aC XI dinastia), riporta la biografia di Samonuoser, il quale volle raccontare ai posteri le proprie imprese affinché essi potessero pregare per la sua anima.
Infine il Carro da caccia, portato a Firenze da I. Rossellini nel 1829, è l'unico carro appartenente ad un privato vissuto ai tempi della XVIII dinastia.

Il museo

Il museo è composto da undici sale nelle quali sono esposti sarcofagi, mummie, vasi, stele, amuleti ed altri oggetti di vita privata. La prima sala è dedicata al materiale preistorico e dell'Antico Regno, la seconda invece è dedicata al Medio Regno e dalla terza alla settima sono esposti gli oggetti appartenenti al Nuovo Regno. L'ottava sala è l'unica che conserva lo stile tipico ottocentesco di Schiapparelli nella quale sono esposti i materiali di Epoca Tarda insieme alla nona. Le ultime due sale invece presentano i reperti di Epoca Tolemaica, Epoca Romana e Copta.

Il museo di Firenze è stato inoltre un centro di scambio culturale in occasione dell'importantissimo Congresso internazionale degli Egittologi tenutosi nel 2015.

Dal 1° marzo 2018 ogni biglietto acquistato per la Galleria degli Uffizi dà diritto all'ingresso gratuito al Museo Archeologico, per 5 giorni a partire dall'entrata in Galleria degli Uffizi.

 

 

Ogni biglietto degli Uffizi comprende anche l’ingresso gratuito al Museo Archeologico Nazionale di Firenze (valido per 5 giorni entro la data dell’utilizzo del biglietto agli Uffizi). Anche l’abbonamento annuale Passepartout degli Uffizi (50 euro) e di tutte le Gallerie degli Uffizi con Uffizi, Palazzo Pitti e Giardino di Boboli (70 euro) oltre all’ingresso prioritario agli Uffizi per i 365 giorni successivi al primo utilizzo comprende sempre anche l’ingresso gratuito al Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2018/01/17/uffizi-museo-archeologico-un-patto-firenze-leuropa/
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Contatti: tel. +39 05523575 sito web
Piazza Santissima Annunziata, 9b, 50121 Firenze

 

Pubblicato il 2/2/2018

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