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Scopri le curiosità di Firenze... quando sei in città, come se fosse una caccia al tesoro!
Firenze è una città da leggere con i suoi simboli, i ricordi del passato, le stranezze, i personaggi...

LO STEMMA DELLA CITTA'
Giglio di Firenze Firenze ha come stemma il giglio rosso, la cui rappresentazione deriva dall'iris fiorentino, un fiore di colore bianco che era molto diffuso nel territorio. Al tempo della città libero comune lo stemma era bianco su fondo rosso, ma fu nel 1251, in seguito alle lotte fra Guelfi e Ghibellini che i colori furono invertiti e si adottò la versione del giglio rosso in campo bianco. Ancora oggi il comune della città si fregia di questo stemma, che è rimasto pressoché immutato nei secoli.

 

 

 

FLORENTIA
La colonna dell'Abbondanza Florentia, la Firenze romana, si estendeva in uno spazio delimitato dal quadrilatero formato dalle attuali via Cerretani-piazza Duomo a nord, via del Proconsolo a est, piazza della Signoria – via delle Terme a sud e via dei Tornabuoni a ovest. Il punto di incontro delle due vie principali, il decumanus e il cardo maximi si collocava più o meno dove oggi c’è piazza della Repubblica. La colonna dell’Abbondanza, che qui sorge, è sovrastata da una statua settecentesca che sostituisce l’originale Dovizia di Donatello, deteriorata in modo irrimediabile. L’attuale piazza, ottocentesca, in epoca romana coincideva con il Foro.

 

 

 

QUATTRO QUARTIERI
I quattro quartieri storici Il centro storico della città di Firenze è suddiviso tradizionalmente in quattro quartieri, il cui nome scaturisce dalla chiesa più importante. Tre quartieri su quattro si trovano sulla riva destra dell'Arno. I quartieri "di qua d'Arno" sono il quartiere di Santa Maria Novella, il cui gonfalone è rosso, ornato da un sole d'oro in campo azzurro, il quartiere di San Giovanni, il cui gonfalone è verde con un tempio (il Battistero, non a caso dedicato a san Giovanni) in campo azzurro, e il quartiere di santa Croce, dal gonfalone azzurro ornato da una croce d'oro. L'unico quartiere "di là d'Arno" è Santo Spirito, gonfalone bianco su cui vola una colomba.

 

 

 

IL MARZOCCO
Il Marzocco Un simbolo della città è il cosiddetto Marzocco, cioè un leone che regge con la zampa lo stemma di Firenze. Il nome Marzocco deriva da Marte, il primissimo simbolo di Florentia, sostituito poi con il felino. Si deve segnalare come curiosità che nel periodo di Firenze repubblicana alcuni esemplari di leoni vivi venivano custoditi in un serraglio posto dietro il Palazzo Comunale, nella via che ancora oggi porta il nome di via dei Leoni.

 

 

 

ARTI E MESTIERI
Arti Maggiori Le arti o corporazioni di artigiani, mercanti e lavoratori hanno un'origine antichissima. Nella Firenze medievale le Arti riuscirono ad introdursi nel governo cittadino, conquistando posizioni dominanti e determinando scelte politiche e amministrative. Le Arti maggiori fiorentine, cioè quelle formate propriamente dai collegi industriali e mercantili, erano sette e ognuna era contraddistinta da uno stemma. Le Arti maggiori erano Mercatanti o di Calimala; Giudici e Notai; Cambio; Lana; Por Santa Maria o della Seta; Medici e Speziali; Vaiai e Pellicciai.

 

 

 

L'AQUILA DI SAN MINIATO
Aquila La basilica romanica di San Miniato che sovrasta Firenze dalla collina immediatamente sopra piazzale Michelangelo, ha la facciata che culmina con un'aquila di rame dorato. Può apparire strano che il rapace abbia sostituito la croce: ma l'aquila, che stringe negli artigli un torsello, cioè una balla di lana, era il simbolo di Calimala, la potente Arte dei Mercatanti che, avendo dal 1288 l'incarico di amministrare la basilica, ottenne questa insolita concessione.

 


 



IL PORCELLINO

Il PorcellinoDal 1640 presidia la Loggia del Mercato Nuovo: è la celebre fontana del Porcellino, opera in bronzo di Pietro Tacca, una delle opere d'arte di Firenze più amate dai turisti. La fontana, posizionata nel mercato per dare acqua a chi vi commerciava, fu subito molto popolare fra i fiorentini. L'animale raffigurato non è un suino bensì un cinghiale, ed è la riproduzione in bronzo di un'opera ellenistica che si trova alla Galleria degli Uffizi: il Tacca lo collocò sopra una base ottogonale in bronzo, che anterioremente forma una vasca nella quale finisce l'acqua che esce dal muso dell'animale. Muso amatissimo dai visitatori di Firenze, che lo sfregano come portafortuna e lo hanno reso, carezza dopo carezza, lucidissimo e dai riflessi aurei.

 

 

 

 

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