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Santa Maria Nova, l’ospedale  più antico al mondo ancora in funzione, arricchisce il suo percorso museale con l’apertura dell’orto botanico.

L’orto botanico-medicale nel chiostro delle Medicherie rinasce dopo circa sette secoli dalla sua origine, esattamente nello stesso luogo dove orto-botanico-babysorgeva l’orto medico (il più antico al mondo) annesso allo storico spedale. La conoscenza delle proprietà curative delle piante, già nota fin dai tempi dell'antichità, ebbe un grande impulso nel corso del XIII secolo, e si sviluppò spesso all’ombra dei chiostri dei complessi religiosi o degli Spedali dove, in appositi terreni, venivano coltivate le piante medicinali, i famosi “semplici”.

Questa operazione di recupero - realizzata da Aboca (azienda leader nel settore della salute naturale) in collaborazione con la Fondazione Santa Maria Nuova e con l’Università degli Studi di Firenze/ Museo di Storia Naturale/sezione Orto Botanico - ha lo scopo di ricordare l’imprescindibile legame fra piante e salute, e più in generale fra Uomo e Natura. Delle 26 piante medicinali presenti nell’orto (dall’Arancio al Melograno, dalla Mandragola alla Belladonna, dall’Agnocasto alla Vinca e all’Aneto) vengono spiegate, attraverso percorsi corredati da pannelli esplicativi, le proprietà e l’impiego sia in epoca passata (da parte degli antichi Medici e Speziali) che presente (nella moderna scienza farmacologica).

Lo Spedale di Santa Maria Novella fu fondato nel 1288 da Folco Portinari (padre della dantesca Beatrice), su sollecitazione di Monna Tessa, la governante di famiglia le cui spoglie sono sepolte sotto la lapide ancora visibile all’ingresso dell’ospedale. Si trattava di una delle numerose strutture assistenziali presenti a Firenze che sorsero a partire dal Duecento (la Misericordia, il Bigallo, solo per citarne alcune) e che si sarebbero sviluppate nei secoli successivi (come il celebre Spedale degli Innocenti).

Recentemente è stata avviata un’operazione di recupero e di valorizzazione degli ambienti, e delle opere d’arte presenti, con la creazione di un percorso museale. L’attuale facciata, caratterizzata da una lunga sequenza di eleganti arcate, così come l’interno della Chiesa di Sant’Egidio furono realizzate su disegno di Bernardo Buontalenti. Lungo il percorso, nei vari ambienti musealizzati dell’Ospedale si possono ammirare opere (di vari artisti fra i quali Pietro di Niccolò Gerini, Andrea del Castagno, Della Robbia, Pomarancio) utili a rivivere la straordinaria memoria storica di questa istituzione (al cui interno, peraltro, Leonardo da Vinci eseguì le sue dissezioni anatomiche), che fu particolarmente ricca e potente anche grazie al grande numero di cospicui lasciti e donazioni. Moli sono i palazzi, infatti, sia in centro che in periferia, contrassegnati dall'effige di una stampella, emblema dello Spedale di Santa Maria Nova.

L'orto botanico-medicale di Santa Maria Nova è sempre aperto al pubblico, ingresso gratuito.

 

Pubblicato il 24/10/2017
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