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Chi vuole tuffarsi nelle belle tradizioni dei mestieri a Signa può visitare il Museo della Paglia e dell'Intreccio, dove attualmente è in corso fino al 28 febbraio 2018 la mostra in onore di Anita Nori, che realizzò nel suo laboratorio importanti collezioni di cappelli.

A quasi trenta anni dalla morte della bravissima modista e ricamatrice di Cesena Anita Nori, la nipote Maria Teresa Bambace Menichetti ha voluto omaggiare il Museo museopagliadonando la collezione di piume, cappelli, spilloni e guarnizioni, che è diventata una piccola mostra come riconoscimento di una vita dedicata a quest'arte.

Il Museo della Paglia è intitolato a Domenico Michelacci, che agli inizi del Settecento avviò la produzione di paglia su scala industriale. Fino agli anni Cinquanta del Novecento Signa fu il centro della manifattura di cappelli realizzati in questo materiale ed il celebre cappello di paglia di Firenze, uno dei simboli della città, deriva proprio da qui.

Le varie sale espositive del Museo sono destinate a presentazioni permanenti e a mostre tematiche. In particolare, nelle prime due sale sono esposti vari tipi di paglia, grano, trecce, ornamenti e "bigheri", ossia le trine che le nostre nonne cucivano sugli orli di vestiti e altri indumenti per impreziosirli.

In una sala del Museo si trovano gli attrezzi necessari alla lavorazione manuale della paglia e del cappello. Macchine ed attrezzature varie sono comunque esposte in tutti gli ambienti. E' presente anche un'aula a disposizione di studiosi, che possono così usufruire del materiale raccolto o elaborato dal Museo per le loro ricerche.

La storia della paglia si rinviene nella Toscana del XVI secolo, quando si lavoravano cappelli di paglia di raffinatezza tale da divenire motivo di orgoglio per la stessa corte, tanto che il granduca Cosimo I ne mandò in dono numerosi esemplari a vari sovrani d'Europa per omaggiarli. Nel XVIII secolo i navicellai dal Ponte a Signa attraverso l'Arno trasportavano le loro merci da Firenze a Pisa e al porto di Livorno e vendevano, in particolare agli stranieri di origine inglese, i cappelli di paglia ribattezzatti Leghorn hats proprio perché venduti nel porto labronico. La paglia usata era quella residua della battitura del grano.

Il Museo è stato inaugurato nel 1997 su iniziativa di un gruppo di persone riunite nell'Associazione Museo della Paglia e dell'Intreccio. Lo scorso 16 ottobre l'Associazione ha donato al Comune di Signa le collezioni per la costituzione del nuovo Museo Civico della Paglia, che momentamentemente rimane negli stessi locali di Via degli Alberti di proprietà del Comune, ma che ben presto sarà trasferito in una nuova struttura museale appositamente ristrutturata dal Comune di Signa.

 

Piume e Cappelli, dal 2 dicembre 2017 al 28 febbraio 2018, presso il Museo della Paglia e dell'Intreccio di Signa

 

 

Pubblicato il 7/12/2017

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