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NicolaNeri

Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze ospita al suo interno il Museo Egizio, che in Italia è secondo solo a quello di Torino per importanza.

Cassetta-per-ushabti-di-Nekhtamontu 1550-1070-a.CLa collezione egizia permanentemente esposta comprende opere che sono state raccolte a partire dal '700, in cui spicca un carro da caccia della XVIII dinastia, unico al mondo.

Fino al 2 febbraio 2020 questo già ricco patrimonio è incrementato dalla mostra Mummie. Viaggio verso l’immortalità, che espone oggetti appartenenti alla collezione del Museo Egizio, ma normalmente conservati nei magazzini del museo.
Tra di essi il sarcofago di Padimut, caratterizzato da una ricchissima decorazione che contraddistingue i sarcofagi della XXI e XXII dinastia (1069 - 656 a.C.), mai esposto e mai studiato prima della mostra, la statua del sacerdote Henat, uno dei pochi esempi di statua di un dignitario che indossa una veste persiana, testimonianza del periodo in cui l’Egitto fu assoggettato al potente impero persiano (525 - 404 a.C.), e ancora la testa mummificata recentemente sottoposta a indagini radiografiche e TAC che hanno consentito la ricostruzione del volto del defunto (656 – 332 a.C.), e la cassetta per ushabti (piccole statue del corredo funebre) di Nekhtamontu (1550 – 1070 a.C.).

Il filo conduttore dell'esposizione è, infatti, la concezione egizia della vita dopo la morte e quindi il significato degli oggetti che venivano posti nella sepoltura insieme al defunto e che, per la cultura egizia, gli sarebbero serviti una volta raggiunto l'aldilà. Proprio per preservare intatto il corpo del defunto gli Egizi praticavano l'imbalsamazione, così da consentirgli di reincarnarsi.

La mostra è organizzata in due sezioni: la prima espone reperti relativi alla tecnica di mummificazione e la seconda il corredo funebre che accompagnava il viaggio del defunto verso l'oltretomba. Quest'ultima parte raccoglie sia gli oggetti che avevano una funzione esclusivamente funeraria, come gli ushabti o le tavole di offerta, sia gli oggetti di uso quotidiano che venivano collocati nella tomba per ricreare l'ambiente domestico del defunto, ad esempio suppellettili o monili.

Mummie. Viaggio verso l’immortalità
Museo Archeologico Nazionale di Firenze fino al 2 febbraio 2020

 

 

 

 

 

 

Pubblicato il 24/7/2019

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