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fortezza da basso

Barocco, si sprigiona la prorompente potenza della scultura in bronzo nella Firenze degli ultimi Medici in mostra a Palazzo Pitti.

giove-con-aquilaLa scuola di Giovan Battista Foggini e Massimiliano Soldani Benzi era una delle scuole scultoree europee più famose del tempo e proprio con questi artisti avviene la rinascita della scultura in bronzo a Firenze alla fine del Seicento e inizio Settecento. La mostra è incentrata sulle commissioni della corte fiorentina o ad essa legate, partendo da opere del Giambologna - eletto artista di corte da Francesco I de' Medici - e della sua scuola ed altri importanti maestri del primo Seicento. Le opere presenti sono oltre 170, alcune delle quali mai esposte prima al pubblico, ad esempio la "Venere al Bagno" dell'artista fiammingo, di collezione privata.

Altre novità della rassegna sono il "San Giovanni" sempre di Giambologna restaurato per l'occasione; il ritorno da Roma di un gruppo di copie delle statue antiche della Tribuna del Buontalenti, realizzate in bronzo dal Foggini con la probabile collaborazione di Pietro Cipriani. Sono state riscoperte al MEF proprio durante le ricerche per la mostra, quasi 150 anni dopo che Quintino Sella le aveva portate con sé a Roma. Altro grande ritorno sono i gruppi scultorei un tempo accolti proprio in Palazzo Pitti negli appartamenti dell'Elettrice Palatina Anna Maria Luisa de' Medici: originariamente erano 12, adesso ben 11 sono stati riuniti per essere esposti all'interno della mostra, compreso l'ultimo riconosciuto nel 2006 nelle collezioni reali di Madrid.

Del maestro Soldani Benzi si possono ammirare tra l'altro la sua versione del Fauno danzante - che troneggia nella prima delle sei sale al piano terra negli spazi del Tesoro dei Granduchi - in stretto dialogo con la versione di Foggini e quella realizzata in porcellana dalla Manifattura di Doccia, che ha conservato e tramandato in modo seriale, ma con risultati eccelsi, le forme e i modelli della grande stagione scultorea fiorentina.

Molti sono i prestigiosi prestiti da musei internazionali tra cui spiccano splendide opere di artisti forse non conosciutissimi dal grande pubblico come "Giove con l'aquila" di Giuseppe Piamontini dall'Ashmolean Museum di Oxford e "Il Trionfo di Nettuno Ratto di Europa" di Antonio Montauti dal County Museum of Art di Los Angeles.

La tecnica elevatissima raggiunta dai maestri fiorentini del bronzo si può ancora apprezzare negli ostensori, nei meravigliosi oggetti sacri, nel "Cristo Crocifisso" di Giambologna e in quello di Pietro Tacca, celeberrimo autore del Porcellino di Firenze ed allievo prediletto dell'artista fiammingo.

Completano la mostra i 42 disegni di Soldani Benzi - acquistati dagli Uffizi solo un anno e mezzo fa - ed alcuni dipinti tra cui tele del Dandini (la commovente "Lucrezia" dalla Fondazione Giovanni Pratesi di Figline Valdarno) e del Bimbi, poste in dialogo con la vibrante plasticità delle sculture.

L'esposizione si apre in concomitanza con la Biennale Internazionale dell' Antiquariato, rimarcando la collaborazione con Gallerie degli Uffizi, che hanno acquistato nel corso del tempo alcune delle opere maggiori della mostra-mercato di antiquariato più importante al mondo.

 

Plasmato dal Fuoco. La scultura in bronzo nella Firenze degli ultimi Medici dal 18 settembre 2019 al 12 gennaio 2020 a Palazzo Pitti

 

Pubblicato il 19/9/2019

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