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fortezza da basso

Villa Bardini dedica una mostra a Pinocchio, ed alla sua rappresentazione nell’arte del Novecento.

Il protagonista è sempre lui, il burattino più famoso al mondo: Pinocchio. Le sue avventure, narrate nel capolavoro di Carlo Lorenzini (più noto come Carlo pinocchioSMALLCollodi) si sono impresse nell’immaginario collettivo di intere generazioni, così come di grandi artisti del secolo scorso. La mostra al Museo Bardini, dal 22 ottobre al 22 marzo, propone opere di artisti (Giacometti, Venturino Venturi, LaChapelle, Paladino, Munari, Calder, Ontani, McCarhy) i quali, in uno o più momenti della loro carriera, hanno subito il  fascino enigmatico di questa creatura, dandone una propria, personale interpretazione. Anche alla luce delle mille chiavi di lettura cui si presta l’opera: da “semplice” romanzo di formazione (il ragazzo-monello che, redimendosi, diventa maturo) a metafora storica dell’Italia contemporanea, da saggio di psicologia infantile fino alle riletture in chiave esoterica.

Per quanto nel libro vengano forniti pochi dettagli sul suo aspetto ed il suo abbigliamento, l’immagine che più si è diffusa lo ritrae come marionetta di legno dal proverbiale naso allungato, cappello bianco a punta, camicetta colorata ed un paio di pantaloni fino al ginocchio, detti appunto “pinocchietti”.
Sicuramente la settima arte, visto l’enorme numero di produzioni a lui dedicate, è quella che più ha contribuito a divulgarne la popolarità. Ed in questo senso, il successo planetario del celebre cartone animato della Walt Disney (1940) ha avuto un ruolo determinante, a tal punto che Pinocchio risulta essere il secondo “libro per l’infanzia” più tradotto al mondo, con ben 240 traduzioni all’attivo.

Villa Bardini, già residenza del "Principe degli antiquari" Stefano Bardini, si trova all’interno dell’omonimo splendido parco, sulla riva sinistra d’Arno, con un panorama mozzafiato su Firenze. Una città che, del resto, è particolarmente legata a Pinocchio ed al suo autore: qui infatti Carlo Collodi nacque (via Taddea 21), compose il suo capolavoro e morì (via Rondinelli 7); in entrambi casi due lapidi lo ricordano. Sempre a Firenze, nel Cimitero delle Porte Sante (Complesso Monumentale di San Miniato al Monte) si trova la sua sepoltura.

Enigma Pinocchio. Da Giacometti a LaChapelle
Villa Bardini, Firenze
Dal 22 ottobre al 22 Marzo

 

Pubblicato il 22/10/2019

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