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fortezza da basso

Una mostra agli Uffizi dedicata alla storia dei soffitti “a lacunari”, dall’antica Roma al Rinascimento, e oltre.

La moda dei “lacunari” (grandi soffitti ripartiti da riquadri geometrici, decorati o istoriati, e finemente incorniciati) si diffuse soprattutto durante il CIELISMALLRinascimento, ispirandosi soprattutto all’Antica Roma. Una “specialità artistica” che ha sempre previsto una strettissima collaborazione tra architetti, pittori, scultori e decoratori.

La mostra – il cui titolo I cieli in una stanza si ispira alla celebre canzone di Gino Paoli, dove il soffitto diventa metafora del cielo – si apre non a caso con un raro soffitto ligneo policromo di età imperiale, recentemente scoperto a Ercolano. Molti furono gli artisti rinascimentali, pittori ed architetti che, subendo il fascino di queste decorazioni, realizzarono splendidi disegni dai soffitti con spartimenti a stucco di alcuni monumenti dell’antica Roma, come il Pantheon e la Domus Aurea.


Molti di questi disegni (di Giuliano e Antonio da Sangallo, dei fratelli Zuccari, del Dosio) sono esposti in mostra; di Michelangelo e Vasari, invece, si ammirano i disegni-progetto, rispettivamente per i soffitti della Biblioteca Luarenziana (complesso mediceo di San Lorenzo) e del Salone de’ Cinquecento di Palazzo Vecchio - proprio a Palazzo Vecchio, per inciso, in un percorso idealmente a corollario della mostra, è possibile ammirare una serie di splendidi soffitti quattrocenteschi (Salone de’ Dugento, Sale dell’Udienza e de’ Gigli) di Benedetto e Giuliano da Maiano.

Tornando alla mostra, di grande fascino sono anche i disegni di Antonio da Sangallo (dal Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi) per la Sala Regia del Vaticano, corredati da precise indicazioni rivolte agli artigiani per le modalità di realizzazione. Dal vero è possibile ammirare anche un maestoso soffitto ligneo a cassettoni del XV secolo, restaurato per l’occasione, intagliato dal fiorentino Giovannino de’ Dolci per il Salone del mappamondo di palazzo Venezia, a Roma. Al noto architetto e trattata Sebastiano Serlio si deve la più completa sistematizzazione di questo tema, soprattutto grazie alle sue celebri incisioni, esposte in mostra, del Quarto Libro d’architettura (1537).

L’esposizione si chiude con una sezione aperta verso la contemporaneità, con due rari “lacunari” di Wu Yuren (2015) e Claudio Parmiggiani (2016) per Villa Medici a Roma.
 
I cieli in una stanza
Soffitti lignei a Firenze e a Roma nel Rinascimento
10 dicembre 2019 – 8 marzo 2020

Pubblicato il 13/12/2019

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