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Aldo Palazzeschi e i suoi scritti

 

palazzeschiNel panorama del primo Novecento italiano, la produzione di Aldo Palazzeschi, per l’anagrafe Aldo Giurlani (1885-1974), occupa un posto importante: lo scrittore fiorentino si distinse infatti sia nell'ambito poetico, che in quello narrativo, grazie al romanzo Le sorelle Materassi. 

Palazzeschi nacque a Firenze e trascorse a Roma la seconda parte della sua vita, soggiornando anche a Venezia e Parigi.

Fu un protagonista delle avanguardie del primo Novecento, narratore e poeta originale, sempre attento alla cultura europea di quel periodo.

Aderì infatti, pur se per breve tempo, al primo Futurismo, scrivendo anche su «Lacerba», la rivista letteraria fiorentina fondata nel 1913 da Giovanni Papini e Ardengo Soffici.

Del suo periodo futurista è Il codice di Perelà, considerato da molti critici uno dei capolavori della narrativa italiana del Novecento.

Distaccandosi dai futuristi per il loro appoggio all’interventismo in guerra, Palazzeschi si avvicinò a forme più tradizionali di scrittura e pubblicò l’altro suo capolavoro, Le sorelle Materassi: la storia di Carolina, Teresa e Giselda Materassi, le tre zitelle fiorentine abbindolate e abbandonate dal nipote.

E proprio seguendo il filo che idealmente porta dalla casa natale di Palazzeschi ai luoghi delle "Sorelle Materassi", si snoda un percorso letterario che tocca vari angoli della città, partendo dal n° 22 di piazza Pitti, abitazione natale dello scrittore, che cambiò casa più volte (in via Cavour e piazza Beccaria 3), fino a trasferirsi in via Calimala, vicina al negozio di famiglia di guanti e cravatte situato in via dei Calzaiuoli 9 e 68r.

In controtendenza con i suoi genitori, che avrebbero preferito un futuro nell’economia e nel commercio, lo scrittore frequentò la Reale scuola di recitazione Tommaso Salvini di via Laura, insieme a Gabriele D’Annunzio e all’amico Marino Moretti.

Nel 1905 uscirono i suoi primi scritti pubblicati presso la Tipografia Spinelli, in borgo San Lorenzo, mentre in via del Proconsolo l’artista si recava spesso in un caffè, per discutere di letteratura.

In “Una casa per me” (pubblicata sul Corriere della Sera il 7 aprile 1926), Palazzeschi descrive il quartiere di Santo Spirito “testimone di una vita d’altro stile”, fatto di case “armoniose”.

Il teatro Verdi è invece ricordato nello scritto “Il teatro Pagliano”, così infatti si chiamava l’edificio all’epoca. La famiglia Giurlani amava passare la villeggiatura a Le Cure e alla villa di Settignano, dove Aldo ebbe l’ispirazione per “Le sorelle Materassi”, ambientate poi a Santa Maria, a Coverciano.

Quando lo scrittore morì, anche se abitava a Roma da molti anni, le esquie si svolsero al santuario della Ss. Annunziata; fu sepolto nel cimitero di Settignano.

Oggi i suoi manoscritti, l’epistolario e altro materiale biografico sono conservati nel Centro Studi Aldo Palazzeschi in piazza Savonarola.

 
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