
| Secolo di splendore e di misteri |
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Si chiama Quattrocento l'opera di esordio di Susana Fortes, giornalista spagnola originaria di Pontevedra, che indaga i retroscena di un famoso delitto fiorentino, quello della Congiura di Pazzi. «All'inizio, la città mi aveva profondamente deluso. Firenze mi era parsa abbandonata al proprio destino, coi cestini dei rifiuti traboccanti, immersa in una cacofonia di clacson e sirene che frantumava il riflesso del suo passato rinascimentale. A poco a poco, tuttavia, mi ero abituata a quel respiro da bufalo affaticato». È questa la prima, poco lusinghiera descrizione di Firenze che leggiamo nell’incipit di Quattrocento, opera d’esordio della giornalista spagnola Susana Fortes. A parlare è Ana Sotomayor, giovane dottoranda in storia dell’arte arrivata nella città del giglio con una borsa di studio per scrivere la sua tesi su Pierpaolo Masoni detto “Il Lupetto”, pittore rinascimentale geniale e tormentato. Secondo il classico modello del genere noir, la vicenda si sviluppa su due piani temporali: c’è la quotidianità di Ana e della sua vita da studentessa in una città affollata di turisti, che però è capace di regalare tracce del suo passato più luminoso – ma anche più oscuro – a chi abbia la pazienza di andarle a cercare. Ma c’è anche il passato, il “Quattrocento”, appunto, quel sontuoso Rinascimento in cui Firenze rappresentava davvero il cuore pulsante dell’arte e della cultura europea. Eppure, proprio nell’epoca dello splendore per eccellenza, dietro le splendide facciate dei palazzi rinascimentali e fra gli imponenti colonnati delle cattedrali, si tessevano oscure trame: e fu infatti nella cattedrale di Santa Maria del Fiore che, il 26 aprile 1478, si compì la “congiura dei Pazzi”, che costò la vita a Giuliano dei Medici, scatenando la sanguinaria vendetta di suo fratello Lorenzo il Magnifico. Ma cosa lega il destino di una giovane studentessa spagnola con uno dei fatti di sangue più drammatici del Rinascimento? La chiave del mistero è nella Madonna di Nievole, un dipinto di Pierpaolo Masoni, proprio l'artista su cui Ana fa la sua tesi: nel quadro potrebbe essere ritratto il vero mandante della congiura che sconvolse e insanguinò Firenze nella primavera del 1478. Qualcuno di molto più importante della famiglia Pazzi, tanto che, dopo molti secoli, l’ostinata studentessa spagnola diventa oggetto di minacce e ricatti e si ritrova a temere per la propria vita e per quella delle persone a lei care. |















