
| L’incantatrice di Firenze |
Lo scrittore dei Versetti satanici Salman Rushdie, sul cui capo pende una fatwa emessa dagli ayatollah iraniani, si è ispirato a Firenze nel romanzo dal titolo The Enchantress of Florence. L'incantatrice di Firenze, questo il titolo in italiano, è pubblicato in Italia da Mondadori. Pare che Rushdie sia stato più volte in segreto a Firenze per scrivere questo suo ultimo libro. Il voluminoso romanzo ha come sfondo, tra storia e invenzione, la Firenze rinascimentale e l’impero indiano Mogol; due realtà agli antipodi. Siamo alla corte della famiglia dei Medici, in presenza di Niccolò Machiavelli, chiamato familiarmente “il Machia”. Qui una misteriosa donna dalla vita intrigante cerca di delineare il proprio destino in un mondo dominato dagli uomini. In Oriente, invece, regna il più grande degli imperatori Mogol, Akbar, che nella seconda metà del Cinquecento fonda la città di Fatehpur Sikri, nota per la sua magnificenza. Altro protagonista è il “Mogol dell'amore”, che sostiene di essere figlio segreto di Qara Koz, principessa Mogol di cui si era persa ogni traccia, e di Argalia, un soldato di ventura toscano, che fu comandante dell'esercito turco. Da una parte il pragmatismo del Machiavelli e la brutalità del potere, dall’altra la stagione illuminata di Akbar, il sovrano che perseguì il sogno dell’unione tra razze, tribù e religioni di tutta l’India. Insomma, secondo alcuni critici, Firenze appare come un luogo barbaro, sconvolto da guerre fratricide interne e con torture pubbliche in piazza, mentre la corte dell’imperatore indiano è immersa in un’aura illuminata. Sull’opera la critica inglese è spaccata, tra recensioni molto positive e solenni stroncature. In ogni caso è già un nuovo best seller di Rushdie, che stavolta mette Firenze al centro dell’attenzione letteraria internazionale. |














