| L'olio di Firenze |
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Se ovunque il nome della Toscana viene associato al suo immenso e immortale patrimonio artistico, sicuramente anche l’eccellenza della sua cultura materiale, legata indissolubilmente al territorio, ne fa una realtà conosciuta in tutto il mondo. E in tal senso una delle punte di diamante è senz’altro l’olio extravergine di oliva, parametro universale e indiscutibile di qualità.
Firenze può essere considerata la provincia più importante della Toscana dal punto di vista olivicolo non tanto per l’estensione della superficie olivetata, per la quale è seconda ad Arezzo, quanto per la raccolta delle olive e la produzione di olio dovuta alla maggiore concentrazione di piante sul territorio. Questo è caratterizzato da oliveti che occupano, oltre alla collina fiorentina, altre tre grandi aree omogenee: il Montalbano che si collega a est con il territorio della provincia di Pistoia; il Chianti a sud del capoluogo, con oliveti alternati a vigneti; e le pendici del Pratomagno che, sempre a sud, si collega con la provincia di Arezzo. Ma il panorama olivicolo è in realtà assai più composito: già a partire dagli immediati sobborghi cittadini, nella parte orientale, si apre una zona che da un lato arriva fino a Rufina, a nord, mentre dall’altro risale lungo il corso dell’Arno fino ai contrafforti di Vallombrosa. L’olio prodotto in queste aree, pur abbastanza distinte, è fresco e fruttato con una decisa nota vegetale e netto ricordo di carciofo, erbe falciate e officinali. Molti sono i centri degni di nota in quest’area: tra questi Bagno a Ripoli dove l’olivo ha ottima coltura e varie sono le iniziative legate ad essa. Altri centri rilevanti sono Pontassieve e la zona di Rufina, dove l’olio ricavato dalle piante della fascia di più elevata altitudine si distingue per finezza rispetto a quello degli olivi di fondovalle. Nel fiorentino ricade anche l’area che da Pelago, a sud di Rufina, si estende al territorio di Reggello, ai confini con la provincia aretina. Questa, tra le tante altre zone olivicole della Toscana, è forse quella con la più singolare omogeneità pedoclimatica, sia per la natura del terreno sia, ancor più, per la generale esposizione a sud-ovest. Spostandoci a sud di Firenze, scendiamo alle colline che anticipano il più mosso ed elevato territorio del Chianti: l’olio che si produce ha una sua fragranza dai toni particolarmente vigorosi. I centri notevoli dove il culto dell’olio corre parallelo a quello del vino sono anche qui numerosi: Scandicci, Impruneta, San Casciano Val di Pesa, Mercatale, Barberino Val d’Elsa, per ricordarne solo alcuni. Il territorio del Chianti Classico si estende a sud-est di questa zona e si divide tra la provincia di Firenze e quella di Siena: il suo maggior centro in terra fiorentina è Greve in Chianti. A ovest, nell’empolese, i centri di maggior interesse sono Empoli, Montespertoli e Certaldo. Oltrepassato l’Arno in direzione nord si incontra poi la zona dei due versanti del Montalbano, con Vinci sull’occidentale e Carmignano (in territorio pratese) sull’orientale, mentre tornando a est e completando il giro delle terre fiorentine in senso orario si giunge alle pendici che sovrastano Prato, fino a Sesto Fiorentino e Fiesole. Nella provincia di Firenze si registrano oltre 5 milioni di piante di olivo, con una produzione media annuale di circa 66.000 quintali di olio, lavorato in oltre 90 frantoi. Le principali varietà di piante di olivo presenti sul territorio fiorentino sono il Frantoio, il Moraiolo, il Leccino ed il Pendolino, quest’ultimo soprattutto come impollinatore |














