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La storia

Paggeria-Villa_Demidoff_parcoNoto spesso con il nome di Villa Demidoff, il Parco di Pratolino ha una storia molto intrigante che lo porta inizialmente a essere modello per i giardini europei del manierismo,  alto esempio di eccellenza  artistica e tecnica, poi destinato al declino e quindi trasformato nel paesaggio più moderno dell’inizio dell’Ottocento, senza perdere comunque il fascino struggente del complesso straordinario perduto.


Nell’anno 1568 Il Granduca Francesco I de’ Medici acquistò la tenuta di Pratolino per farvi costruire da Bernardo Buontalenti una magnifica villa, con grotte artificiali, macchinari e artifizi che vedessero la compresenza di natura, arte e scienza. L'intero complesso, terminato intorno al 1581, appariva come un giardino fantastico all'interno del quale erano presenti anche opere di altri artisti quali il Cellini, il Giambologna, il Bandinelli, il Cioli, l’Ammannati, e molte opere antiche provenienti dalle collezioni medicee, e tale si conservò sino alla scomparsa d’ultimo Granduca GianGastone. Il parco venne definito dai contemporanei "il giardino delle meraviglie".

Nel 1737, con l'arrivo al potere in Toscana dei nuovi regnanti, i Lorena, il Parco venne lasciato in stato di abbandono per 80 anni per poi venire strutturalmente modificato nel 1820 dall’ingegnere J.Frietsch, che seguì i canoni  romantici dell’epoca. Nel 1824 la Villa medicea venne demolita perché pericolante, insieme ad altri fabbricati. L'unico lavoro di ampliamento di questo periodo fu la costruzione di un belvedere panoramico, il Casino di Montili.

Nel 1872 gli eredi dell’ultimo Granduca, Leopoldo II di Lorena, vendettero la proprietà al Principe russo Pavel Demidoff che trasformò l'edificio della Paggeria medicea in quella che oggi è conosciuta come Villa Demidoff (quella originaria si è detto che andò distrutta insieme ai suoi mirabolanti giochi idraulici), ampliandolo sul lato destro con la costruzione della Sala Rossa dove fece trasportare tutte le  sue collezioni di opere d’arte. La proprietà Demidoff si mantenne fino alla scomparsa della Principessa Maria (1955). La proprietà passò al nipote, Paolo Karageorvic, principe di Jugoslavia, che nel 1969  cedette ad una società immobiliare di Roma  i terreni e gli edifici  e mise all'asta gli arredi e le suppellettili di famiglia, disperdendo ulteriormente il patrimonio ereditato.

Nel 1981 quello che restava della tenuta (155 ettari), fu acquistato dalla Provincia di Firenze, che la sottrasse al rischio di lottizzazione e speculazione.

Dell'antico Parco mediceo si sono conservati: la Cappella, costruita dal Buontalenti nel 1580, la Grande Voliera, la Vasca o Peschiera della Maschera,  Il Gigante dell’Appennino realizzata dal Giambologna, la Grotta del Mugnone, la Grotta di Cupido, le Scuderie, una parte delle vasche delle Gamberaie.

 

ville-e-giardini-medicei-verticaleOggi il Parco si appresta ad una grande prova: è infatti candidato,  unitamente ad altre 13 ville e parchi medicei toscani, all'inserimento nella lista dei Beni Culturali e Naturali del Patrimonio Mondiale UNESCO. La candidatura è stata il frutto della collaborazione tra Regione Toscana e Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

 

 
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