| I dolci |
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Partendo dal carnevale, a Firenze si gusta la schiacciata alla fiorentina, che oggi viene spesso farcita con panna montata o crema pasticcera (o con entrambe, mescolate). Segue poi un periodo di astinenza: la Quaresima (40 giorni di penitenza che precedono la Pasqua) durante la quale i dolci vengono ridotti al minimo. Si preparano delle semplici ricette senza uova e con poco zucchero: i quaresimali (dolcetti a forma di lettere dell'alfabeto), il buccellato di Lucca e il pandiramerino, aromatizzato dal rosmarino e tipico del Giovedì Santo. C'è poi una piccola pausa golosa con le frittelle di S. Giuseppe. Con la Pasqua finiva l'astinenza forzata e si potevano schiacciare tutte le uova accumulate nei giorni di divieto, preparando dolci lievitati di ogni tipo: schiacciate, ciambelloni, torte di semolino e di riso. In autunno, dopo la vendemmia, si può trovare la deliziosa schiacciata con l'uva e, specialmente nel Chianti, si prepara la "ficattola", una specie di schiacciata all'olio ricoperta con fichi freschi e zucchero. Poi con la farina di castagne nuova si preparano castagnacci, budini e torte di castagne. Per la festa di Ognissanti era d'uso gustare il Pan co' Santi e poi si arrivava diritti a Natale con il trionfo dei dolci senesi: cavallucci, ricciarelli, panpepati e panforti. Come torta-gelato si consiglia di assaggiare lo zuccotto, un antico semifreddo che pare creato dal Buontalenti, grande amante di gelati e sorbetti (testi tratti da "Il grande libro della vera cucina toscana " di Paolo Petroni). |
















