
| Monte Morello: un itinerario |
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Monte Morello è una sommità addossata a Firenze da settentrione, posto nel territorio comunale di Sesto Fiorentino. “Quando Monte Morello ha il cappello Un tempo Monte Morello appariva ricoperto di fitta vegetazione, diboscata per le esigenze costruttive della città, fortunatamente poi ripristinata. Per godersi una gita panoramica della collina dal versante meridionale fino alle pendici nord-orientali può essere consigliabile l’automobile, vista la forte pendenza e i tornanti ripidi che si incontrano salendo da Sesto Fiorentino - posta al sesto miglio da Firenze, secondo la centuriazione romana - e più precisamente da Colonnata, seguendo l’indicazione “Colli alti” o “Quinto alto”; l’itinerario è lungo circa sedici chilometri. Il nome di Colonnata ricorda le colonne dell’antico acquedotto romano che portava l’acqua a Firenze dalle condotte di Monte Morello. Superato l’abitato, con la bella Chiesa di san Romolo sulla destra, si trova il piccolo oratorio di Sant’Antonio a Collina e la Villa Fedi, di aspetto seicentesco ma preesistente; deviando poi a sinistra si raggiunge la chiesa di santa Maria a Morello, ampliata ai primi del Cinquecento e con grazioso campaniletto a vela; più oltre, si giunge alla chiesa di San Giusto a Gualdo, la cui canonica ospita un rifugio; da qui, oppure, proseguendo, dallo spiazzo in cui un tempo sgorgava la Fonte dei Seppi (ancora oggi luogo di sosta estivo per i picnic e per salire alla vetta), si giunge al Poggio all’Aia (m. 934 s.l.m.) attraverso un sentiero, fino alla croce piantata sulla sommità di Monte Morello; da qui si gode un bel panorama sulla piana di Firenze e Prato. Ridiscendendo fino alla strada e costeggiando il Poggio Balletto si giunge fino al piazzale Leonardo (m. 595), con due punti di ristoro per fare una sosta, uno dei quali aperto in estate con tavolini all’aperto, anche la sera dopocena. Riprendendo la provinciale si giunge, dopo pochi chilometri di tratto boscoso, a Ceppeto (m. 552), la cui cappella, con affresco del secondo Cinquecento, è officiata la domenica mattina; dallo spiazzo antistante la cappella si raggiungono un bar e due vicini ristoranti per piacevoli merende. Oltrepassando Ceppeto si scende, dopo circa due chilometri di strada fra gli olivi, a Cercìna, con la romanica pieve di Sant’Andrea (citata fin dal IX secolo) preceduta dal portico quattrocentesco e affiancata da un campanile dalla strana forma; l’interno conserva, fra alcune pregevoli opere, una statuetta lignea, assai venerata, della Madonna, di fattura tardo-duecentesca e un affresco, nell’abside destra, di Domenico e Davide Ghirlandaio, raffigurante i santi Girolamo, Barbara e Antonio abate; pare infatti che il padre del celebre Domenico Ghirlandaio possedesse una casa di campagna in questi paraggi. “ e non era vinto ancor Montemalo Lungo la stessa via dell’Uccellatotio ci si imbatte nella grande mole del sanatorio Banti, finito di edificare nel 1939 sul terreno donato dalla famiglia Demidoff, proprietaria della vicina villa di Pratolino, all’amministrazione provinciale di Firenze, che scelse questa località per la salubrità dell’aria; in realtà composta di due ospedali distinti, il Banti e il Luzzi, la costruzione, dall’aspetto tipico dell’architettura littoria, appare oggi fatiscente e in attesa di miglior fortuna. Ancora ai nostri giorni, per mettere in guardia i propri bambini dai malanni e dalle “scalmàne”, cioè dalle sudate, le mamme fiorentine rammentano loro il sanatorio di Pratolino come luogo da evitare. Riprendendo la via Bolognese svoltando verso sinistra ci si dirige verso la villa Demidoff a Pratolino e di qui, deviando verso Bivigliano - ameno luogo di villeggiatura estiva - al santuario di Monte Senario; riprendendo invece la regionale 65 verso destra si ritorna a Firenze toccando la località di Montorsoli, ove nacquero Angelo da Montorsoli, scultore manierista della scuola del Sansovino e il pittore e scultore macchiaiolo Adriano Cecioni.
Monte Morello è compreso nell'anello trekking chiamato l'Anello del Rinascimento.
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così recita un adagio popolare che prevede l’imminenza della pioggia quando la collina, addossata a Firenze da settentrione, è “incappucciata” dalle nuvole.







