Il territorio è caratterizzato dai due fiumi, l'Arno a nord, che scorre da est verso ovest in ampie anse e l'Elsa, a sud, che del primo è uno dei principali affluenti.
Collocata a sud ovest di Firenze, l'area è oggi ricompresa in un Circondario. La zona è contraddistinta da dolci rilievi collinari e dalla più importante zona umida interna italiana, il Padule di Fucecchio.
Di grande valore sono le testimonianze storiche e artistiche.
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La Valdelsa Fiorentina
La Valdelsa è un territorio tipicamente toscano per quanto riguarda la connotazione del paesaggio, con colline dai profili dolci e borghi e castelli che punteggiano il territorio.
I centri più importanti sono Castelfiorentino e Certaldo, altre località conservano nella loro dimensione raccolta il gusto del passato.
Nel comune di Montaione, in un'area molto boscosa denominata San Vivaldo si trova un interessante testimonianza di fede di altri tempi, sorta intorno a un convento francescano.
Il Padule di Fucecchio è la più importante palude interna italiana compresa fra le province di Firenze e Pistoia .Significativa è la sua contiguità con altre zone di grande pregio ambientale come il Montalbano, le Colline delle Cerbaie e il Laghetto di Sibolla.
La zona dell'Empolese, che ovviamente ruota intorno alla città di Empoli, segue nella descrizione un criterio geografico che procede lungo il corso del fiume Arno, da est verso ovest.
Oltre alla città di Empoli ci sono altre cinque città che fanno di questa parte della provincia di Firenze un territorio da scoprire per le sue particolarità naturalistiche, storico e artistiche. Quest'area era percorsa nell'antichità dai pellegrini sulla via Francigena, oggi risegnata come percorso a piedi di grande valore storico.
La Villa medicea di Cerreto sorge alla sommità del colle un tempo occupato dalla Rocca dei conti Guidi. La grande mole della Villa si distingue come elemento caratterizzante del paesaggio circostante e rende visibile la presenza del potere mediceo sul territorio.
L’itinerario più famoso dei pellegrini medioevali è quello descritto da Sigerico, arcivescovo di Canterbury, che, tra il 990 e il 994, di ritorno da Roma, ne indicò il percorso fino alla Manica, individuando la cosiddetta Via Francigena.