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Sulle orme del poeta Dino Campana: pellegrinaggio alla “città santa”

Da Marradi alla Verna, il terzo itinerario sulle tracce dello scrittore ci conduce nel cuore delle Foreste Casentinesi

Tra settembre e ottobre del 1910, Dino Campana compie un pellegrinaggio a piedi da Marradi alla Verna, in Casentino, che sarà riportato nel suo diario di viaggio intitolato il Pellegrinaggio a La Verna.

Campana lo affronta in solitudine, conversando con gli spiriti dell’arte e della letteratura del passato, come Dante, Leonardo, Andrea del Castagno, San Francesco. Le tappe del viaggio verso la “città santa” sono legate a una varietà di luoghi ed elementi che vanno dal mistico al fantastico, dislocati tra Marradi, Le Scalelle, Campigno, Castagno d’Andrea, Falterona, Campigna, Stia e La Verna. Il percorso è lungo e, quindi, è consigliabile intraprenderlo in quattro tappe, con possibili soste per la notte a San Godenzo, Castagno d’Andrea, Campigna e Stia.

L’itinerario si svolge lungo la valle di Campigno attraversata dall’antica mulattiera corrispondente, oggi, alla strada che collega Biforco a Campigno. Da qui si sale alle Case Monte Filetto, località menzionata da Campana ma ormai in completo abbandono, e, per raggiungere Castagno d’Andrea, si può passare sia da San Godenzo, in basso, che dal Passo del Muraglione, in alto. La strada si divide nei pressi della Fiera dei Poggi. Nel primo caso si sfrutta il percorso delle antiche mulattiere che collegavano i casolari sparsi sui versanti settentrionali della valle del Torrente San Godenzo; mentre nel secondo caso si entra nel Parco nazionale delle foreste casentinesi.

Giunti a Castagno d’Andrea si segue il percorso del Falterona, in cui si raggiunge la cima del monte che tanto affascinò il poeta, passando dalla Fonte del Borbotto. Dalla vetta si scende mantenendo la sinistra fino alla cima del Monte Falco. Da qui si continua sul crinale fino ai ripetitori, che danneggiano la splendida vista del panorama, posizionati a Poggio Sodo dei Conti e si continua a scendere con la carrareccia alle piste da sci del Capanno, proseguendo fino a raggiungere la statale del Passo della Calla, davanti a Campigna. Nel piccolo centro delle foreste casentinesi, passando di fronte al Museo della forestale, ci immettiamo sul viale dei Tigli, uno dei più imponenti tunnel verdi dell’Appennino, in cui rimase incantato Campana. Tra Campigna e il Passo della Calla si sviluppa una delle zone più belle dell’area protetta del Parco nazionale. La strada percorsa rappresenta l’antica via che da Corniolo saliva al Passo della Calla per poi scendere a Stia, tutta immersa nel bosco di faggi e abeti. Nel lungo tratto a piedi si incontra la Sorgente Calcedonia, conosciuta per le sue buone acque, poi si costeggia il Fosso Gorgone per immettersi sulla carrareccia che conduce alla statale da seguire fino a Ponte Biforco. Sulla sinistra si imbocca un sentiero che sale alla città vecchia per poi scendere a uno dei più importanti centri del Casentino, Stia. Da qui Campana raggiunse La Verna attraverso un percorso che oggi non è consigliabile per un’escursione: è preferibile interrompere il trekking a Stia e, magari, raggiungere il bellissimo santuario con i mezzi. Questo itinerario, come gli altri due (da Borgo a Marradi e intorno a Marradi) è ben descritto nei dettagli in una guida della Comunità Montana Mugello.

 
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