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Questo itinerario vuole essere un semplice invito a scoprire, oltre al David (divenuto ormai icona del turismo di massa) tutte le opere di Michelangelo presenti a Firenze.

pietàInestimabile è infatti l’eredità culturale e artistica che Michelangelo ha lasciato alla “sua” città. Una città in cui la famiglia Buonarroti risiedeva da generazioni; dove Michelangelo visse gli anni fondamentali della formazione nel giardino di San Marco (la raccolta medicea di sculture antiche voluta da Lorenzo il Magnifico) e dove, in seguito, realizzò capolavori assoluti come il David, il Tondo Doni, la Sagrestia Nuova di San Lorenzo.

Nel 1534, dopo essersi diviso per lunghi anni fra le due città, Michelangelo si trasferì definitivamente da Firenze a Roma, dove morì nel 1564 all’età di 89 anni. Ma è sempre qui, a Firenze, nella Basilica di Santa Croce, che si trova la sua tomba, impreziosita dal celebre monumento funebre.

Al Museo di Casa Buonarroti, una sorta di tempio alla memoria del Divino Artista, si trovano due notevoli opere giovanili: la Madonna della Scala, ispirata allo stiacciato donatelliano, e la Centauromachia, derivata dallo studio della scultura antica. La casa conserva anche una raccolta di disegni del Maestro, che vengono esposti a rotazione.

Nella Basilica di Santo Spirito, dall’armonioso interno progettato dal Brunelleschi, è conservata un’altra opera giovanile, il Crocifisso ligneo, frutto degli studi anatomici condotti da Michelangelo in quegli anni.

Al Museo del Bargello, museo che vanta una straordinaria serie di capolavori della scultura italiana (in primis Donatello), si ammirano ben quattro opere di Michelangelo: il classicheggiante Bacco, il bassorilievo raffigurante una Madonna con Bambino, denominato Tondo Pitti, il busto del Bruto e il Davide-Apollo.

La Galleria dell’Accademia, oltre al David, conserva una serie di sculture non-finite: i Prigioni (una serie di titaniche figure realizzate per la tomba di Papa Giulio II) e il San Matteo.

La Galleria degli Uffizi, pantheon della pittura italiana, conserva il celebre Tondo Doni, dipinto rivoluzionario di Michelangelo, anticipatore del manierismo.

Anche il Genio della Vittoria, che si trova nel monumentale Salone de’ Cinquecento di Palazzo Vecchio, fu realizzato per la tomba di Giulio II.

Il complesso di San Lorenzo, progetto al quale Michelangelo lavorò per numerosi anni, comprende la Sagrestia Nuova, con le celebri tombe medicee e le sculture del Giorno e della Notte, e la Biblioteca Laurenziana, caratterizzata dalla monumentale scalinata del vestibolo. Qui si trova anche la Stanza Segreta, non visitabile, dove un Michelangelo "in clandestinità" schizzò figure con carboncino e sanguigna sui muri.


Ma è infine al Museo dell’Opera del Duomo che si ammira una delle ultime, più intense creazioni michelangiolesche, espressione della sua profonda religiosità: la Pietà, la seconda in ordine di tempo,  dopo quella di San Pietro a Roma e prima di quella del Castello Sforzesco di Milano.

 

Nella sezione download del sito si trova una brochure dedicata al percorso michelangiolesco. 

 

Pubblicato il 3/4/2017

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