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Una piccola preziosissima mostra alla Galleria dell'Accademia, con un tocco di “noir”.

Alla Galleria dell'Accademia, scrigno di immensi capolavori, si aggiungono da oggi nuove opere,bartolini frutto di acquisti della Galleria, donazioni e assegnazioni dell'ultimo triennio. Questi capolavori vengono presentati in una mostra molto molto speciale - proprio per le varie modalità di acquisizione delle opere - che apre il 2019.

La Galleria è costantemente impegnata non solo nell'attività di conservazione, ma anche ad incrementare il proprio patrimonio artistico. E' così possibile riscontrare come questo intenso lavoro si sia svolto su più fronti: quattro frammenti di una pala di altare sono stati acquistati dal Museo sul mercato antiquario; una scultura di Lorenzo Bartolini è giunta come preziosa donazione; due tavole sono state affidate alla Galleria dopo la confisca ad opera del Nucleo Patrimonio dei Carabinieri; quattro dipinti provengono dalla Certosa di Firenze.

Il capolavoro di Mariotto di Nardo era stato frammentato in varie parti, la Galleria dell'Accademia ha acquistato due tavole presso la Biennale dell'Antiquariato e due sono state rintracciate in modo fortuito ed acquistate presso un antiquario fiorentino; per un costo totale di € 470.000 è stato dunque possibile ricomporre i pezzi.

Giallo risolto dai Carabinieri: nel 2006 i Carabinieri hanno rintracciato due opere a fondo oro di Niccolò di Pietro Gerini e del Maestro della Cappella Bracciolini, le quali successivamente sono state ritrovate in Svizzera; tutto il contenuto dei caveau è stato sequestrato. Dopo il sequestro, la confisca e il rimpatrio delle tavole nel 2009 si arriva al 2018, con la conclusione del processo di annessione al Patrimonio dello Stato Italiano, il quale cerca una collocazione adatta: vengono assegnate alla Galleria dell'Accademia di Firenze.

Quattro tavole, assegnate nel 2016 al Museo, provengono da un deposito della Certosa del Galluzzo, sciolto con l'azione della Sovrintendenza: una grande tavola di Mariotto di Nardo, una di Lorenzo di Bicci, una del Maestro del 1416 e la splendida e inconsueta SS. Trinità del Maestro del 1419. Dopo un fantastico restauro sono tornati alla luce colori molto luminosi.

Conclude l'esposizione il busto del drammaturgo Giovan Battista Niccolini di Lorenzo Bartolini. La scultura era esposta durante l'ultima edizione della Biennale dell'Antiquariato di Firenze ed è stata generosamente acquistata e donata al Museo dall'Associazione Amici della Galleria dell'Accademia di Firenze. Anche su questo capolavoro aleggia un alone di mistero, l'opera infatti non era presente nello studio dello scultore durante la redazione dell'inventario al momento della sua morte, ma compare pochi anni dopo a Firenze. Il busto riscompare e - ormai dato per perso - è riapparso invece sul mercato antiquario dopo oltre un secolo e mezzo e adesso potrà essere ammirato definitivamente insieme al suo modello in gesso, già custodito nel Museo. Molto probabilmente il busto è stato eseguito nel 1827, anno in cui il drammaturgo portava in scena l'opera Antonio Foscarini presso il Teatro del Cocomero, l'attuale Teatro Niccolini.

Un' ultima novità sul fronte della bigliettazione, ossia dal 2019 è stato abolito l'aumento del prezzo durante le mostre, il visitatore visiterà quindi Museo + Mostra al costo del solo biglietto di ingresso senza ulteriori maggiorazioni.

 

Nuove Acquisizioni 2016/2018 dal 22 gennaio al 5 maggio 2019 presso la Galleria dell'Accademia

Pubblicato il 23/1/2019

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